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Roma, 20 mag – Vaccino in vacanza, regioni in pressing nonostante il no del commissario Figliuolo, ma ci sono ancora 12 milioni di over 60 da immunizzare. Il nodo è permettere a chi è in vacanza in una regione diversa da quella di residenza di poter fare il richiamo del vaccino senza dover rientrare apposta. Gli esperti e lo stesso Figliuolo tuttavia sono propensi a non modificare l’attuale sistema di vaccinazione. Ma il punto è che molti cittadini presumibilmente rinunceranno al secondo appuntamento fissato durante le vacanze, rimandando tutto a settembre. Questo comporterà un rallentamento della campagna vaccinale.

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Vaccino in vacanza, i problemi organizzativi

Allo stato attuale l’ipotesi di fare la seconda dose del vaccino in un’altra regione non è facilmente praticabile. Sarebbe necessario un registro sanitario nazionale in grado di consentire rapidamente la consultazione delle banche dati, per verificare le prime dosi e per permettere il cambio di data e di località del richiamo. Anagrafe vaccinale – agile e aggiornata – che purtroppo tale non è. I fatti parlano chiaro. In questi mesi molte regioni hanno avuto problemi con le prenotazioni, andando spesso in ordine sparso e con regole diverse.

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Il nodo dosi aggiuntive per i turisti

Altra questione è quella delle dosi aggiuntive di vaccino per le regioni a spiccata vocazione turistica. Attualmente le dosi vengono distribuite in proporzione alla popolazione regionale. Ora i governatori chiedono di ottenere un surplus di vaccini per vaccinare chi va in vacanza nelle loro regioni. Ma anche qui si pone un problema. Regioni come Emilia-Romagna o Sicilia, se dovessero consentire la vaccinazione ai turisti, rallenterebbero inevitabilmente la vaccinazione dei residenti. E saremmo punto e a capo. La campagna non deve subire rallentamenti. Appare dunque evidente che è complicato trovare la quadra.

Il pressing delle regioni: “Non è un problema, basta che ci sono i vaccini”

Il governatore del Veneto Luca Zaia dal canto suo ha già annunciato che intende vaccinare i vacanzieri, turisti stranieri compresi. “Qualcuno si è un po’ agitato, ma gli ospiti sono sacri”, taglia corto il leghista. “Organizzativamente parlando non è un problema, a patto che ci siano i vaccini”, gli fa eco il governatore della Puglia Michele Emiliano. Più cauto il governatore del Piemonte Alberto Cirio: “Dev’essere una decisione nazionale, perché vuol dire far parlare i sistemi di prenotazioni fra Regioni”. Intanto, per quanto riguarda le forniture, tra il 20 e il 24 maggio verranno distribuite 3 milioni di nuove dosi di tutti i vaccini, ossia Pfizer, Astrazeneca, Moderna e Jannsen.

Sileri apre ma Magrini (Aifa) chiude

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri si dice pronto a discutere dell’ipotesi vaccino in vacanza. “Non abbandoniamo del tutto l’idea di poter fare il richiamo dei vaccini Covid in vacanza, anche se il problema potrebbe essere superato con l’estensione della seconda dose per i vaccini a mRna a 90 giorni“. Abruzzo e Lazio dicono sì, ma a patto che arrivino più dosi. Ma il direttore dell’Aifa Nicola Magrini non vuole sentire ragioni: “Una buona e ordinata organizzazione della campagna vaccinale deve prevalere rispetto alle esigenze di vacanza. Tutti vogliamo passare una migliore estate e avvicinarci progressivamente alla normalità ma ciò si potrà ottenere solo rispettando in modo ordinato i tempi previsti”.

Quasi 12 milioni di over 60 non sono ancora completamente immunizzati

Ma mentre l’attenzione è focalizzata su come far fare la seconda dose a chi va in vacanza quest’estate, c’è un problema ben più importante e urgente. Quasi 12 milioni di italiani over 60 non sono stati ancora completamente vaccinati contro il Covid-19. Più precisamente manca all’appello l’84,19% dei sessantenni; il 75,59% dei settantenni; il 20,28% degli ottantenni e il 22,49% dei novantenni. A lanciare l’allarme è un’analisi di Lab24, consultabile sul sito del Sole 24 Ore. Non a caso il generale Figliuolo ieri ha ribadito che la priorità resta vaccinare i soggetti più a rischio. Ma intanto le regioni hanno aperto le prenotazioni per i più giovani. Ora poi ci si mette pure la questione vaccino in vacanza, quando la priorità è immunizzare gli over 60. L’unico auspicio dunque è che in questo caos generale continuino ad arrivare regolarmente le dosi previste.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Perché parla di “immunizzare”?
    Questo farmaco non immunizza alcuna persona. Infatti, anche dopo averlo subito bisogna indossare la mascherina, secondo l’Istituto superiore di Sanità.

    D’altronde nel foglio illustrativo di questi prodotti SPERIMENTALI è ben specificato che non si sa nemmeno se proteggano dall’infezione, oltre che dalla possibilità di diffusione del non interamente identificato virus.

    Se poi intende fare qualche riflessione ulteriore le sottopongo questi dati (le fonti sono allegate all’articolo):

    … vittime, oggi 145 … rapporto tra casi individuati e test a un nuovo minimo, l’1,1% [ Repubblica 17 maggio 2020 ]
    … 136 le vittime in un giorno … tasso positività al 2,2% [ Repubblica 15 maggio 2021 ]

    … Dov’è il miracoloso effetto dei vaccini?

    https://www.pro-memoria.info/vaccini-agli-studenti-una-decisione-irresponsabile/

  2. Dispiace che l’articolo non accenni ai danni futuri potenziali nel medio lungo termine di vaccini sperimentali mai utilizzati prima che ora si vogliono dare anche a bambini.E questo tralasciando i morti per effetti collaterali che non sono pochi o la non attendibilità dei tamponi.

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