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Venezia, 3 ott – Nei pressi del ponte delle Guglie, a Venezia, un immigrato tunisino si è reso protagonista di molestie sessuali ai danni di una bambina del luogo. Il nordafricano, visibilmente ubriaco, si è avvicinato alla piccola per calarsi i pantaloni e mostrarle i genitali. La bambina, in evidente stato di choc, è fuggita a casa per raccontare l’accaduto ai genitori. A questo punto, i parenti della vittima hanno deciso di vendicarsi. Qualche giorno dopo il fatto, si sono recati alla stazione ferroviaria di Venezia, dove l’immigrato lavora come porta-bagagli, e lo hanno pestato.
L’aggressione ai danni del molestatore è avvenuta intorno alle 19 e, secondo i racconti del tunisino e di alcuni testimoni, vi hanno partecipato almeno tre persone. Stando alla ricostruzione dell’accaduto, i parenti della bambina hanno gettato in acqua il carretto con cui il nordafricano lavora, per poi malmenarlo. Successivamente, qualche passante ha chiamato i carabinieri, i quali sono giunti sul luogo per provvedere agli accertamenti del caso.
Molti negozianti della zona hanno approvato la vendetta dei parenti della bambina, alcuni si sono espressi anche con parole pesanti. Uno di loro ha raccontato: «Quando quel tunisino è ubriaco, praticamente tutte le sere, diventa fastidioso ed aggressivo. Beve tutto il giorno e poi la sera si esibisce in spettacoli indecorosi. Spaventa le ragazze correndo loro dietro e facendole scappare; si piazza in mezzo alla fondamenta gesticolando e blaterando, incurante se le sue mani vanno a finire sulla faccia della gente; cerca la rissa provocando con atteggiamenti aggressivi. Un uomo a perdere. Non ci meraviglia che abbia compiuto atti osceni. La vendetta non è mai una bella cosa, ma qualche sberla l’ha presa spesso».
Vittoria Fiore

3 Commenti

  1. Hanno fatto la cosa piu giusta…..un esempio da seguire, se avessero fatto denuncia nulla sarebbe accaduto, manganello e olio di ricino sono la cura giusta!

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