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Roma, 18 ott – È aperta polemica sul problema della scorta a Roberto Saviano. Sebbene dal Viminale assicurino che “non ci sono novità”, sembrano ormai date per assodate le voci che si susseguono su una possibile revoca della scorta allo scrittore per “mancanza di elementi sull’esposizione a rischio”.
Tutto è nato lo scorso mese di luglio, quando il Comitato per l’ordine e la sicurezza di Roma coordinato dal prefetto Paola Basilone, ha preso in esame la richiesta avanzata dal ministero dell’Interno sul caso Saviano. Una richiesta che era seguita alle dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale affermò: “Saranno le istituzioni competenti a valutare se Saviano corra qualche rischio, perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani”. Una dichiarazione a cui lo stesso Saviano, ormai con il dente avvelenato nei confronti di Salvini per le differenti posizioni in tema di immigrazione, rispose: “Credi che io sia felice della mia vita blindata? Non mi fai paura. Buffone”.
Ieri un nuovo capitolo sulla questione scorta, che ha assunto i contorni del giallo. Il sito il24.it, infatti, ha pubblicato un articolo in cui si afferma che il Viminale avrebbe ormai deciso e che la scorta a Saviano sarebbe destinata a lasciare il posto a una più blanda vigilanza saltuaria. Tutto ciò per motivi di spending review, “alla luce delle norme contenute in due decreti legge a supporto della manovra finanziaria approvati nell’ultimo Consiglio dei ministri e i cui testi devono però ancora essere resi noti”. In sostanza un taglio delle spese che lo Stato italiano deve sostenere per pagare le auto e il relativo personale che scorta Saviano 24 ore al giorno. Soprattutto alla luce del fatto che la scorta si era resa necessaria in seguito alle minacce della Camorra ricevute da Saviano in seguito alla pubblicazione del libro Gomorra. Minacce che provenivano dal territorio di Napoli e Caserta, dove risiedevano i capi del clan dei Casalesi. Ora, con l’arresto dei vari boss e la disarticolazione della cosca, Saviano non correrebbe più rischi per la sua incolumità e pertanto la scorta sarebbe superflua. Già Salvini, però, all’epoca della polemica estiva, affermò che non era sua competenza decidere sulla protezione di Saviano. Sulla questione sono le prefetture, quella di Napoli e quella di Caserta, che dovranno decidere, ma i due prefetti giocano al rimpallo, affermando entrambi che l’autore di Gomorra non corre rischi reali per la sua sicurezza me astenendosi da prendere una decisione definitiva.
Anna Pedri

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3 Commenti

  1. nonostante la sicurezza e scorta sulle persone sia – almeno sulla – carta esclusivo appannaggio delle FFOO (tanto che le GpG possono solo fare solo sicurezza sui beni o infrastrutture) è dai tempi del primo Berlusca che la sua scorta è sempre stata privata,pur “arruolando” tutto personale ex-militare (proveniente da Reparti piuttosto prestigiosi tra l’altro) e come il Silvio anche tanti altri imprenditori e riccastri.
    quindi,non rimane anche a tal Saviano di ricorrere ad una scorta privata pagandola di tasca sua, creando così anche nuovi posti di lavoro e liberando al contempo personale FFOO attualmente a lui preposto. Poi, vuoi mettere una scorta privata di “nuovi italiani”, magari di colore ? Come immagine pubblica sarebbe davvero emblematica e rappresentativa per Saviano, dopo aver lui caldeggiato qualche tempo fa l’elezione di SINDACI Africani per risolvere i problemi delle città del Sud…

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