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Vietato ricordare le foibe, che l’Anpi frigna: a Jesolo voltate le spalle a un parente delle vittime istriane

by Stelio Fergola
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Roma, 19 mar – Per carità, non si osi ricordare le foibe, che l’Anpi s’innervosisce. Mostrando il suo solito disprezzo per i morti non graditi, ovviamente italiani. Il fatto è avvenuto a Jesolo, come riporta anche la Nuova Venezia, e ha suscitato le solite polemiche. Riassumendo: il senatore Roberto Menia ha parlato durante le celebrazioni di Jesolo per l’Unità d’Italia e per i vent’anni della legge del Giorno del Ricordo, divenuto istituzionale il 17 marzo del 2004. Gli esponenti dell’Anpi presenti alla manifestazione “comune” gli hanno voltato le spalle.

Ricorda le vittime foibe, l’Anpi “si gira” in segno di disprezzo

Non stiamo usando espressioni gergali: gli esponenti dell’Anpi non hanno “voltato le spalle” nel senso comunemente inteso, magari esclusivamente emotivo. Lo hanno fatto proprio fisicamente. Nel momento peggiore e soprattutto mostrando sdegno snobista verso la persona “peggiore”. Per giunta mentre raccontava la sua storia ai ragazzini delle scuole medie presenti nella piazza. Come a dire: non abbiamo nessun ritegno nel mostrare il nostro disprezzo per i morti, anche di fronte alle future generazioni. Bersaglio completamente sbagliato, dal momento che i genitori di Menia erano profughi istriani. Di conseguenza, oltre la vergogna oggettiva di una scena così imbarazzante, c’è da registrare anche la “mira” ben poco precisa. Utile ad attirarsi le sacrosante critiche. Lo stesso senatore si è detto “dispiaciuto” dell’accaduto. Il presidente dell’Anpi Roberto Ambrosin non solo non si scusa, ma attacca ancora di più, rivendicando l’ostilità alla cittadinanza onoraria di Mussolini ma anche, in pratica, l’appoggio alle onorificenze in onore di Tito. Il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti, lui sì, si scusa: “Non era il caso di compiere quel gesto, una mancanza di rispetto ingiustificata”. Grazie. Non è un caso che abbiamo riportato i virgolettati del primo cittadino e di Menia, ma non del presidente dell’Anpi. Non riteniamo giusto metterli sullo stesso piano: il lettore potrà trovare le sue imbarazzanti dichiarazioni dirette in giro per il web.

Ennesima dimostrazione di empatia e di sensibilità

Complimenti, cara Anpi. Se dovevi raggiungere nuove vette di imbarazzo, ora sei riuscita nell’impresa. Soprattutto mostrando disprezzo non verso una persona qualsiasi, ma un parente diretto di una famiglia di profughi e vittime di quella disgraziatissima storia. Che poi si tratta evidentemente di una semplificazione: siamo tutti, in tono ovviamente minore, parenti a quegli italiani sterminati o cacciati di casa. Tutti. E chi lo disconosce lo fa per un problema suo, non certo per una carenza di questa verità. Gli italiani – perché purtroppo tali sono – che compongono l’Anpi fanno parte senza dubbio di questa categoria di auto-genocidi, semplicemente perché delle loro radici gli interessa il giusto (per loro): ovvero nulla. Però sono sempre pronti a sputare addosso a chi soffre. Perché l’essenziale è attaccare sempre il nemico.

Stelio Fergola

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