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Roma, 21 mag – A pochi giorni dall’appuntamento elettorale di domenica, immancabile dal Vaticano arriva l’esortazione ad andare a votare alle Europee. In nome dell’accoglienza, ovviamente. Così, la Conferenza episcopale italiana dà una chiara indicazione di voto ai cattolici: di partecipare in massa alle elezioni per fermare l’ondata sovranista. Insomma, quel voto cattolico che il leader della Lega Matteo Salvini sabato scorso ha cercato di recuperare sfoderando un armamentario di santi, santini e rosari – almeno secondo la Cei – non deve andare a chi non è per l’accoglienza.



“Va valorizzata l’opportunità delle elezioni di domenica”

“Gli italiani, i cattolici in particolare, vadano a votare domenica alle Europee”. Questo l’appello del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella prolusione che apre la seconda giornata di lavori dell’assemblea generale della Cei aperta ieri dall’intervento di papa Francesco nell’Aula del Sinodo in Vaticano. “Va valorizzata l’opportunità che ci è offerta dalle elezioni di domenica prossima – avverte Bassetti – Chiediamo a tutti di superare riserve e sfiducia e di partecipare al voto. Siamo consapevoli che questo rimane solo il primo passo, ma è un passo che non ci è dato di disertare”, è il suo monito.

“La nostra prima virtù è l’accoglienza”

Per il presidente della Cei, “è vero che oggi l’Europa è sentita come distante e autoreferenziale, fino al punto da far parlare di una ‘decomposizione della famiglia comunitaria’, su cui soffiano populismi e sovranismi. Lasciatemi, però, dire forse un po’ provocatoriamente che il problema non è innanzitutto l’Europa, bensì l’Italia, nella nostra fatica a vivere la nazione come comunità politica”. Si chiede il cardinale Bassetti: “Oggi, noi italiani, cosa abbiamo ancora da offrire? Penso alle nostre virtù, prima fra tutte l’accoglienza“. E ribadisce: “Come italiani dovremmo essere il volto migliore dell’Europa per dare più fierezza ai nostri giovani, ai nostri emigrati e a quanti sbarcano sulle nostre coste, perché siamo il loro primo approdo“.

“No a richiami a simboli religiosi da parte della politica”

“Attenzione – avverte poi il porporato, riferendosi chiaramente al rosario ostentato in piazza Duomo a Milano da Salvini, che ha chiuso il suo comizio con l’invocazione della Madonna – Non si vive di ricordi, di richiami a tradizioni e simboli religiosi o di forme di comportamento esteriori!“. Insomma, dal Vaticano (su input di papa Francesco, immigrazionista per antonomasia) l’ingerenza nella politica nazionale arriva forte e chiara: “Cattolici, votate per chi è per l’accoglienza”.

Adolfo Spezzaferro



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9 Commenti

  1. Per il presidente della Cei, “è vero che oggi l’Europa è sentita come distante e autoreferenziale, fino al punto da far parlare di una ‘decomposizione della famiglia comunitaria’” Detto da una gerarchia spesso pro gay che stà veramente decomponendo la famiglia cattolica bisogna dire che ci vuole una grande faccia tosta.A gente di questo tipo, che molti oramai non considerano rappresentare assolutamente Gesu’ Cristo,l’unica famiglia che sembra da proteggere è quella globalista mista europea che non si riconosce magari nemmeno nei valori cattolici.Allucinante!

  2. Caro cardinale Gualtiero Bassetti in quanti metri quadrati vivi? Sei pronto in casa tua accogliere dei ragazzi nigeriani o la famiglia Rom? Hai dato accoglienza a famiglia Italiana che vive in auto . Comincia da te .

  3. In questo periodo storico sarebbe opportuno trasferire la sede vaticana in Australia.
    Non si possono tollerare le loro ingerenze e le intenzioni manipolative verso i cattolici.

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