Roma, 30 ott – “L’Emilia non cade. La situazione economica e di leadership è molto buona. Si vince con Stefano Bonaccini. Sarà lui il candidato“. Ne è convinto Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico, intervenuto a Radio Capital. E a chi gli domanda se la candidatura di Bonaccini sarà concordata con il Movimento 5 Stelle, replica: “Lo decideranno loro. Oggi Stefano fa su Repubblica una grande apertura”. Infatti il governatore uscente ha ribadito che non demorde, che si augura che i 5 Stelle si accordino sul suo nome e anzi ha rivolto un appello “a quella larga parte di votanti grillini che erano scappati dal Pd”.

“Daremo vita a un nuovo partito, che si chiamerà Pd o quello che decideremo”

Zingaretti comunque ha un piano B, vista la debacle in Umbria, dove l’alleanza con i 5 Stelle di certo non ha giovato ai dem. Non succede, ma se succede – è il ragionamento del segretario Pd – in caso di sconfitta in Emilia Romagna è ovvio che cambierebbe tutto. Ma proprio tutto, visto che è la regione rossa per antonomasia e che il segretario di quel partito che in una sequela di nomi diversi discende dal Pci non ci tiene a passare alla storia come quello che ha perso l’Emilia Romagna. Ecco quindi che afferma: “Daremo vita a un nuovo partito, che si chiamerà Partito democratico o quello che decideremo“. In ogni caso, precisa, “cambiare nome? Non credo che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”. Poi il governatore del Lazio lancia un avvertimento al M5S, rispondendo così a chi gli chiede di dare un voto al governo: “6,5/7 sulle scelte, 4 sul comportamento politico“. “Non voglio che il governo cada, voglio che mantenga gli impegni con gli italiani. Se non realizza quel che ha detto, se non ce la fa, meglio andare a votare“. A maggior ragione (questo però non l’ha fatto capire) se dai sondaggi emergesse la remota possibilità che il Pd possa perdere l’Emilia Romagna. In quel caso non è escluso che i dem spingano per il voto anticipato, magari con un “election day” in concomitanza con le Regionali.

L’unico argine alla destra è il Pd, ma non è sufficiente da solo”

Sempre sul fronte del governo, Zingaretti sa che i 5 Stelle gli servono. Ecco perché rinnova l’invito: “Dobbiamo favorire l’interesse generale del Paese: o si riscopre lo spirito comune o i motivi stessi di questo governo vengono meno”, dice ancora il segretario Pd, per il quale “è inutile giocare con le parole: o l’alleanza è unita da una visione del futuro o non c’è. Io credo che questa visione vada costruita al più presto”. Ed “è evidente che dobbiamo cambiare qualcosa. L’unico argine alla destra è il Pd, ma non è sufficiente da solo“. In poche parole, il segretario dem lascia aperta la porta di una nuova alleanza elettorale con il M5S (che invece intende correre da solo alle Regionali).

Possibile congresso nel 2020

Sono d’accordo con Cacciari sul congresso: per farlo cambieremo lo statuto, rientra il concetto di congresso, basato su tesi politiche, aperto alla società italiana” dice infine Zingaretti della richiesta di congresso dem arrivata da più parti. “Si terrà nei primi mesi del 2020? Non lo escludo, ma dovremo deciderlo insieme”.

Insomma, il segretario dem è più che possibilista su tutta la linea, considerato che, per esempio, non esclude che il premier Giuseppe Conte sia il candidato del centrosinistra, oppure che vedrebbe molto bene Mario Draghi al Quirinale. In poche parole, va bene tutto pur di ottenere consensi e proteggere la poltrona.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Potete tornare tranquillamente al punto di partenza : “P.C.I , P.D.S. , DS , P.D. , Miguel son sempre mi” , e mo’ mi richiamo ancor: P.C.I. !!! Partito Cialtrocratico Italiano ! Il nome piu adeguato & veritiero!

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