Roma, 31 gen – Ha ancora senso una cosa come lo stato di emergenza? Sempre più voci sostengono di no: i numeri attuali suggeriscono che la pandemia è arrivata al capolinea, dato che il virus sarebbe entrato nella fase endemica, senza contare le cifre contenute di ospedalizzazioni e terapie intensive. Del resto, molte nazioni occidentali stanno abolendo quasi tutte le restrizioni anti-Covid. A pensarla così è anche Matteo Bassetti, che non solo ritiene che l’emergenza sia finita, ma anche che vada abolito il tanto discusso green pass.

Bassetti snobba il green pass

Già alcuni giorni fa l’infettivologo aveva evocato la necessità di tornare alla normalità, visto che i numeri ormai lo consentono. Adesso, però, Bassetti mette nel mirino soprattutto il green pass: «A inizio primavera va messo un punto. Col 95-96% di popolazione coperta dall’infezione grave va tolto», ha dichiarato in un’intervista a Libero. Poi spiega: «La gente è stufa: non si può andare avanti così. Invito la politica a fare attenzione: un cittadino stufo, quando hai a che fare con una malattia infettiva, è il pericolo maggiore in cui puoi imbatterti, perché non segue più alcuna regola». Infatti, gli italiani «hanno e abbiamo rispettato tutte le regole, ma nonostante questo resistono restrizioni insensate».

Regole assurde

Quali sarebbero per Bassetti queste «restrizioni insensate», oltre al green pass? Ad esempio il «limite di 5mila spettatori negli stadi, che poi non si capisce perché siano 5mila sia a San Siro, che ne può contenere 80mila, sia a La Spezia che ha 11mila posti. Tra poco pare che si torni al 50%, e non ha comunque senso dato che nei cinema e nei teatri, quindi al chiuso, viene accettata la capienza totale. Limitare gli ingressi, con così tanti vaccinati, le mascherine e la sanificazione degli ambienti oltre che sbagliato è anacronistico». A proposito della mascherina all’aperto, l’infettivologo è categorico: «Non se ne può più, buttiamola! La Francia la abolisce martedì. Nel Regno Unito l’hanno vista appena. L’hanno abbandonata anche in gran parte della Spagna. Non vedo perché l’Italia debba proseguire».

L’emergenza è finita

Insomma, prosegue Bassetti, «se nelle prossime 2-3 settimane i dati del contagio e dei ricoveri continueranno a scendere sarà il momento di abbandonare le limitazioni, almeno quelle più cervellotiche. Molte leggi sono fatte esclusivamente per tutelare chi le scrive, e non i cittadini. Magari non le capiscono nemmeno gli stessi legulei». In ogni caso, però, «è chiaro che il virus circola e lo farà ancora per parecchio tempo, così come purtroppo continueranno a esserci dei morti, però che un Paese di 60 milioni di abitanti consideri un’emergenza assoluta avere 1.500 persone in terapia intensiva mi sembra davvero esagerato». E quindi, «serve il coraggio, come comunità scientifica, di convincere la politica, e in particolare il ministero della Salute, che questo virus grazie ai vaccini e all’immunità naturale nella stragrande maggioranza dei casi non si evolve più in forma grave».

Elena Sempione

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