L’utilizzo di droni tecnologicamente avanzati sarà sempre più diffuso nel futuro, come confermano anche i dati diffusi dall’ENAC, ovvero l’Ente Nazionale Aviazione Civile, che si occupa di controllare le attività di volo all’interno dei confini italiani.

Stando a queste rilevazioni, il 44% dei velivoli di questo tipo vengono utilizzati per scopi tecnici, ad esempio per servizi di aerofotogrammetria, per il monitoraggio di grandi siti industriali o per la cosiddetta agricoltura di precisione. Il settore, quindi, attirerà un numero crescente di investimenti, che coinvolgeranno i più diversi ambiti a livello professionale.

Naturalmente, sarà fondamentale rivolgersi a realtà specializzate nella realizzazione di questo particolare tipo di droni senza pilota. Ne costituisce un esempio Dronus, start-up italiana che per prima ha ideato un sistema di drone-in-a-box, ovvero un dispositivo automatizzato in grado di effettuare riprese e rilevazioni aree in completa autonomia.

A che cosa servono i droni intelligenti?

I campi di utilizzo in cui trovano spazio i droni intelligenti sono numerosi e lo saranno ancora di più in futuro, quando questa tecnologia entrerà sempre più nelle dinamiche delle città.

Proprio nell’ambito delle smart city, i droni possono fornire un contributo fondamentale alla progettazione e al sostentamento di agglomerati urbani sostenibili e in armonia con la natura. La capacità di intervenire sia sulle infrastrutture esistenti, sia su quelle che verranno, ad esempio, è una caratteristica fondamentale del sistema NEST ® 250 messo a punto da Dronus.

Grazie all’assenza di pilotaggio umano, infatti, questa particolare tipologia di drone si muove in completa autonomia ed è in grado di tornare alla base aerea che ne completa la struttura. Quest’ultima è in costante dialogo con l’apparecchio in volo, in modo che esso possa completare il task assegnato. Inoltre, la base aerea ne gestisce la ricarica, il decollo e l’atterraggio, rendendo quindi non più necessaria la presenza umana sul luogo dell’intervento.

Ciò è utile in contesti pericolosi o che risultano particolarmente difficili da raggiungere. Ad esempio, un drone di questo tipo può effettuare rilevazioni aeree sorvolando aree divenute impraticabili a causa di disastri ambientali, oppure può monitorare eventi in cui è a rischio l’ordine pubblico. Tuttavia, oltre all’attività di controllo, un altro aspetto fondamentale che caratterizza i droni intelligenti è quello della prevenzione.

Essi possono essere utilizzati per analizzare infrastrutture danneggiate (e, quindi, pericolose per l’uomo), oppure per valutare lo stato di degrado degli edifici e programmarne, così, la manutenzione. Recentemente, poi, questa tecnologia ha trovato un utilizzo anche nell’organizzazione delle misure di prevenzione sanitaria.


I droni intelligenti per le attività di ispezione

Controllare aree particolarmente estese è una sfida impegnativa che, grazie all’utilizzo dei droni intelligenti, è oggi possibile affrontare al meglio.

Per la loro natura, queste zone industriali spesso si trovano in contesti isolati o difficili da raggiungere, e possono mettere a dura prova l’attività umana, che viene svolta attraverso l’utilizzo di mezzi di controllo talvolta rudimentali, come scale o funi.

I droni intelligenti riescono invece a raggiungere agevolmente spazi impervi e a monitorare in modo preciso e puntuale il sito di riferimento.

Spesso, quindi, essi trovano impiego in stabilimenti petrolchimici, piattaforme petrolifere o raffinerie, di cui restituiscono accurate analisi: termografie qualitative, fotogrammetrie aeree, rendering in 3D e ricostruzioni morfologiche sono tra le principali tecniche utilizzate per tenere monitorate le aree industriali.

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