Home » N26, alla scoperta della tecnofinanza in Italia

N26, alla scoperta della tecnofinanza in Italia

by Cristiano Coccanari
2 comments

Il termine in inglese, spesso utilizzato anche dalla nostra lingua che è purtroppo sempre più attaccata dall’uso di termini stranieri quando non necessario, è fintech.

Il termine italiano, una traduzione del tutto rispondente al termine originale, e che dunque consigliamo di preferire, è tecnofinanza. Ma, una volta sciolto il nodo lessicale, cos’è in brevi e semplici parole la tecnofinanza?

Si usa questo termine sostanzialmente per indicare tutte le innovazioni tecnologiche che vengono messe in campo dagli operatori finanziari. Dunque, ad esempio, quando le banche hanno iniziato a introdurre l’home banking, ovvero la possibilità di accedere al conto dal proprio pc, quella era già tecnofinanza, anche se non conoscevamo e usavamo ancora il termine. Certamente, quello è stato il punto di svolta dopo il quale nulla è stato più come prima nei servizi finanziari.

Dal pc allo smartphone

Ma tutto è cambiato di nuovo con l’avvento degli smartphone. A quel punto, obiettivo di chi offriva servizi finanziari è stato quello di poterceli offrire anche dal nostro telefonino, anche in considerazione che ormai ci sono molti utenti che lo usano come loro dispositivo elettronico principale, a volte addirittura senza nemmeno possedere un pc o usandolo molto poco. Ma certamente, non tutte le applicazioni sono uguali, e non basta creare un’app che consente di effettuare alcune operazioni basiche per poter dire di star fare davvero tecnofinanza innovativa. In questo senso, solitamente fanno molto meglio le società che sono nate proprio per operare online e fornirci lì un app direttamente collegata un conto, come quella che è una delle aziende leader del settore, N26 bank.

Quando un app è essa stessa un conto

Uno dei motivi del successo di N26, è certamente il fatto di dedicare un’attenzione speciale a quelle che sono le due caratteristiche principali che un’applicazione legata al mondo della tecnofinanza deve avere, ovvero i servizi e la sicurezza. In termini di servizi, sono tantissimi quelli che ci vengono offerti: la possibilità di avere notifiche in push sul nostro telefonino, di operare in 19 valute differenti, di avere le nostre spese categorizzare in automatico dall’app a seconda della tipologia, per poter tenere sotto controllo non solo quanto ma anche per cosa spendiamo. Ma, per essere più trendy, anche la possibilità di taggare le transazioni con un hashtag, o ancora di dedicare uno spazio riservato all’interno del proprio conto per gestire uno specifico progetto, insomma un settore dove possiamo inserire una determinata somma con un determinato obiettivo da raggiungere nel tempo. Ma una delle caratteristiche più apprezzabili, è la possibilità di avere una Mastercard di debito gratuita, che possiamo controllare dalla nostra app in tutte le sue caratteristiche, e limitazioni che vogliamo applicarle, compresa quella di imporle dei limiti specifici di spesa e prelievo. in termini di sicurezza, non meno importante dei servizi, possiamo fare il login con l’impronta digitale, bloccare la nostra MasterCard con un semplice click se la perdiamo, fare pagamenti 3d secure che ci proteggano dalle frode, solo per dirne alcune. Beh, che dire? Benvenuti nel meraviglioso mondo della tecnofinanza.

Cristiano Coccanari

You may also like

2 comments

Fabio Crociato 6 Dicembre 2019 - 12:27

Quando guardi il cellulare-telefonino-smartphone, il grado di visuale, quale è? 360°? Non mi pare proprio, sveglia ! Guardati intorno, fin che puoi.

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati