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Aliens near a UFOWashington, 8 apr – Durante una conferenza stampa tenutasi oggi a Washington, la dottoressa Ellen Stofan, capo ricercatrice alla Nasa, ha affermato che nei prossimi 10 o 20 anni saremo in grado di trovare gli alieni. Purtroppo per i cultori del mistero o del paranormale non si tratta però dei “piccoli omini verdi” così tanto cercati dall’agente Fox Mulder nella nota serie X-File o dei “grigi” così spesso presenti in alcune note trasmissioni che si occupano di presunti avvistamenti, bensì di forme primitive di vita biologica.

La dottoressa Ellen Stofan, geologa presso la NASA.
La dottoressa Ellen Stofan, geologa presso la NASA.

La dottoressa Stofan ha inoltre affermato che “sappiamo dove guardare, sappiamo come guardare e in parecchi casi abbiamo anche la tecnologia per farlo” e che quindi nei prossimi 10 o 20 anni avremo le prove definitive della vita extraterrestre.
Il dottor Jeffrey Newmark, direttore ad interim del centro di Eliofisica presso la Nasa, aggiunge che “non è questione di se, ma di quando” riferendosi a questa possibilità.

Il problema della vita al di fuori dei confini della Terra, e in particolare dei confini del Sistema Solare, è sempre stato motivo di discussione nella comunità scientifica. Enrico Fermi sosteneva, nel suo paradosso, che “se nell’universo esiste un gran numero di civiltà aliene, perché la loro presenza non si è mai manifestata?” mentre qualche decennio dopo, l’astronomo e astrofisico statunitense Frank Drake provò a dare un computo matematico alla possibilità di trovare vita su di un altro pianeta tramite la formulazione dell’equazione che porta il suo nome.
Questa lunga ma semplice equazione voleva dare la possibilità di riuscire a calcolare statisticamente le civiltà aliene nella nostra Galassia tramite l’utilizzo di diversi parametri (dal numero di stelle al numero di pianeti abitabili) che sono, in realtà, l’anello debole della stessa, dato che, trattandosi di parametri probabilistici, quindi ignoti, risultano del tutto inutili per una stima reale. Questo non vuol dire che l’equazione in sé non sia valida a livello metodologico, ma solo che i parametri da inserire ci sono noti con un margine di incertezza inaccettabile.

Ma la ricerca di vita extraterrestre è diventata, oltre che ricerca delle condizioni ambientali idonee affinché possa sussistere, vera e propria ricerca in campo biologico.
Lo ricorda, come già anticipato, la stessa dottoressa Stofan quando dice “Non stiamo parlando di piccoli omini verdi, ma di piccoli microbi”.
Sono ormai disponibili gli strumenti che permetteranno agli scienziati di osservare direttamente la presenza o meno di forme di vita primitive nel nostro Sistema Solare nell’arco di una generazione, secondo John Grunsfeld, amministratore associato della Nasa, e nel giro di un’altra generazione su altri sistemi planetari.

“Gli scienziati, hanno potuto stabilire, tramite il telescopio Hubble, che su Ganimede, una luna di Giove, c’è un oceano di acqua salata al di sotto della superficie intrappolato tra due croste di ghiaccio – prosegue Grunsfeldinoltre l’altra luna di Giove, Europa, e una di Saturno, Encelado, sono ritenute avere un oceano di acqua liquida al di sotto della superficie in contatto diretto con rocce ricche di minerali”.
Questo significa che ci sono le condizioni necessarie affinché possa esserci la vita come noi la conosciamo: la presenza di acqua allo stato liquido, la disponibilità ambientale costante di una fonte di energia/nutrimento, la presenza dei principali costituenti biologici come carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto, zolfo e fosforo.

Andamento percentuale del bilancio NASA
Andamento percentuale del bilancio NASA

Questa conferenza stampa della Nasa sembra arrivare ad hoc in un periodo di vacche magre per il bilancio dell’agenzia spaziale americana.
I fondi per il 2015 sono diminuiti dell’uno percento rispetto al 2014 passando a 17,46 miliardi di dollari (nel 2010 si spendevano circa 20,42 miliardi) e la percentuale dei fondi destinati all’agenzia, calcolata sull’intero bilancio federale, è sempre andata costantemente calando dal 1966, anno in cui pesava per il 4,41%, ad oggi in cui è limitata allo 0,50%.
Sembra quindi, a voler essere maligni, che una tale dichiarazione da parte dei vertici della Nasa serva come campagna pubblicitaria, o memorandum se vogliamo, ad uso dell’amministrazione Obama e della prossima ventura, considerato che l’intenzione è di arrivare ad una missione umana su Marte nel 2030.

Paolo Mauri

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