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Ogni giorno accettiamo termini e condizioni d’uso senza nemmeno leggerli, ma i rischi legati alla navigazione internet e alla privacy in generale non si fermano certamente a questo. Le criticità che ogni giorno incontriamo sul web sono davvero infinite, ma alcune best practices possono sicuramente alzare l’asticella della sicurezza. Con questi presupposti, vediamo insieme alcuni consigli utili.

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Privacy online: cosa significa?

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Tutelare la propria privacy online è importantissimo. Trascurare questa pratica, equivale a lasciare la porta di casa aperta. Partendo da questi concetti di base, molto spesso si commette l’errore rendere accessibile a potenziali malintenzionati tutta una serie di dati sensibili. Alcuni possono risultare del tutto innocui, come i filmini di famiglia piuttosto che la propria collezione di film. Altri al contrario sono particolarmente allettanti, a cominciare dalle password salvate o dalle credenziali di accesso ai servizi di home banking.

Per semplificare maggiormente tale concetto, dovremmo paragonare la privacy personale alla propria abitazione, dove sicuramente non si commetterebbe l’errore di lasciare aperte porte e finestre. Ovviamente pensare di poter porre rimedio ad ogni situazione potenzialmente pericolosa, probabilmente per l’utente normale non è possibile, ma lo è quanto meno adottare alcuni accorgimenti. Anche perché spesso sono proprio i sistemi operativi e i relativi programmi installati ad avere dei bug.

Tra le precauzioni di facile comprensione ad esempio, troviamo l’utilizzo di una rete virtuale protetta, ovvero di una VPN. Si tratta di “canale” sicuro che mette in comunicazione l’utente con il sito visitato, e che permette di navigare in anonimato e nella massima sicurezza. Questo è possibile grazie al fatto che le informazioni scambiate sono crittografate, e che in assenza della chiave, sono sostanzialmente indecifrabili all’esterno. L’offerta di VPN è davvero molto varia, ma VPNOverview ci mostra una comparazione tra le migliori.

 Internet e le informative privacy

Navigare in internet in tutta sicurezza richiede una buona soglia di attenzione da parte nostra, e molte volte la superficialità può costare cara. Praticamente ogni giorno infatti, sottoscriviamo dei nuovi servizi, e quasi mai ci soffermiamo sul contenuto delle informative privacy. Da una parte questo è anche comprensibile, dal momento che si tratta di testi lunghi e piuttosto estenuanti da leggere, spesso scritti anche con un linguaggio tecnico e difficilmente comprensibile dagli utenti meno “navigati”, perdonando il gioco di parole.

Ma a quali conseguenze può portare un simile atteggiamento? Potenzialmente si rischia di lasciare aperta la porta “virtuale” della nostra casa, garantendo l’accesso a tutta una serie di dati a soggetti con identità non chiare. D’altronde non accettare le condizioni poste dal servizio prescelto ci mette in condizione di non poterne usufruire. Basti pensare anche ai social network e alla quantità di dati che ogni giorno condividiamo. Questo significa che l’unico modo per tutelarci, è ancora una volta quello di navigare in anonimato.

Proprio in merito all’utilizzo dei social network inoltre, è opportuno fare delle considerazioni. Molto spesso si tende a sottovalutare l’importanza di escogitare password sicure in questi “ambienti”, con l’aggravante che altrettanto spesso si scambiano informazioni davvero sensibili nelle chat. Questo si rivela un atteggiamento davvero pericoloso, perché di rende la vita molto facile ai malintenzionati. La raccomandazione è quella di ricorrere a password realmente sicure, e ai sistemi a doppia autenticazione offerti dai social stessi.

L’elenco dei consigli volti alla tutela della nostra privacy personale potrebbe proseguire davvero molto a lungo, ma un ultimo aspetto merita di essere approfondito. Tutti i moderni mezzi tecnologici dispongono di misure di sicurezza che possono arginare numerosi pericoli. Ad esempio sempre piùsmartphone sono dotati di sistemi di biometria in grado di riconoscere le impronte digitali, o il volto dell’utente. Purtroppo nonostante ciò, anche in questo caso spesso si trascura la loro configurazione. Appare evidente come qualsiasi misura pensata per la tutela dell’utente debba necessariamente essere attivata.

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