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Rappresentazione dell’energia oscura e del campo di gravità

Roma, 28 mar – Un passo avanti decisivo verso l’unificazione della materia oscura -vera “impalcatura” di tutte le strutture reali dell’universo- e dell’energia oscura -responsabile invece dell’espansione accelerata dell’universo– è stato fornito recentemente da una ricerca italo-britannica, che ha visto impegnati astrofisici dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Università di Portsmouth.

Nell’articolo, pubblicato sulla prestigiosa rivista Physical Review Letters, sono discussi seri indizi che porterebbero a ritenere che la materia oscura, la quale costituisce l’impalcatura cosmica sulla quale è costruito l’universo, stia lentamente evaporando e trasformandosi in energia oscura, stabilendo per la prima volta un legame chiaro tra le due entità più misteriose dell’astrofisica.

Come conseguenza del fenomeno scoperto, la graduale scomparsa della materia oscura determinerebbe un rallentamento della crescita delle strutture nel cosmo – dalle galassie alle stelle ai singoli pianeti – e un’accelerazione sempre più grande dell’espansione dell’universo, col risultato che il destino finale sarebbe quello di un universo sempre più grande e sempre più vuoto.

Se supponiamo che nel corso del tempo la materia oscura si trasformi in energia oscura riusciamo a spiegare queste incongruenze”, spiegava Alessandro Melchiorri, astrofisico della Sapienza e uno dei responsabili dello studio. L’idea dei ricercatori era stata già proposta nel passato, ma è la prima volta che l’ipotesi trova riscontri con i dati, molto accurati, ottenuti dal telescopio Planck dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). “Si tratta ovviamente di una ipotesi – ha proseguito Melchiorrie attendiamo i nuovi dati della missione Planck che potrebbero darci un maggior supporto”.

Quella di Melchiorri e colleghi è praticamente l’ultima scoperta degna di nota nel misterioso mondo della materia e dell’energia oscure. Una scoperta che, se da una parte getta un ponte tra i mondi della materia oscura e dell’energia oscura, dall’altra tuttavia non risolve la questione della natura delle due elusive entità cosmologiche.

Francesco Meneguzzo

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