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Spesso ci si dimentica di come sia importante non solo revisionare ma anche porre molta attenzione alla salute generale della propria caldaia. Certo tutti vorrebbero non doverla cambiare mai, dato i costi previsti per l’acquisto di una nuova e per la sua installazione. Ma bisogna stare molto attenti, comunque alla caldaia, perché certo alcune durano anche fino a 20 anni. Però nel tempo in commercio si trovano caldaie migliori, più efficienti dal punto di vista energetico, e più salubri per l’ambiente. Vediamo insieme però quando cambiare la caldaia.



Cambiare la caldaia: dopo quanti anni

Chiedendo ad uno dei centri maggiori di Riparazione caldaie a Roma http://fmclimaroma.it/ , dopo i primi 15 anni di vita della propria caldaia è giusto chiedersi se sia necessario comprarne una nuova o continuare a mantenere quella vecchia, sperando che non si rompi proprio in pieno inverno. Il consiglio, dunque, è di valutare la possibilità di cambiare la propria caldaia dopo 15 anni. In quanto, in questo periodo gli elementi interni ed esterni tendono a deteriorarsi. Non solo, dopo 15 anni, una caldaia consuma di più alzando di conseguenza i costi per il riscaldamento dell’abitazione. Infine, se si possiede una vecchia caldaia a condensazione, si rischia che questa inquini eccessivamente. Ecco perché dopo 15 anni si consiglia di cambiarla con una nuova più efficiente sia dal punto di vista dei consumi sia dei costi di riscaldamento.

Caldaia a condensazione: è obbligatoria cambiarla?

In molti si chiedono se sia obbligatorio oggi cambiare la caldaia a condensazione. Da settembre del 2015 queste caldaie non sono più presenti sul mercato, in quanto bandite per le loro eccessive emissioni di gas nell’atmosfera e quindi per il loro potere inquinante. Proprio a causa dell’inquinamento prodotto sono state introdotte la Direttiva dell’Ecodesign numero 2009/125/CE e la Direttiva 2012/27/UE dedicata all’Efficienza Energetica per gli impianti di riscaldamento.

La legge ha introdotto l’obbligo per le caldaie di un’etichettatura di prestazione energetica con classi uguali a tutti gli altri elettrodomestici e l’acquisto di sole caldaie a camera stagna o comunque non a condensazione. Data la normativa, non è obbligatorio cambiare la caldaia a condensazione, ma è consigliabile in quanto si rischia di consumare e di inquinare maggiormente l’ambiente.

Non ha passato il controllo bollino blu: devo cambiarla?

Se la caldaia non ottiene più, dopo tanti anni, la certificazione bollino blu, purtroppo si è costretti a cambiarla. Infatti, la certificazione bollino blu indica se la caldaia sia in buono stato e non emetta eccessivi gas nell’aria. Se ciò avviene, la caldaia non può essere certificata come sicura quindi non si può in nessun caso accenderla durante l’inverno. Per questo motivo, per chi non passa il controllo bollino blu vige l’obbligo di cambio della caldaia con una nuova.

Incentivi per l’acquisto di una nuova caldaia

Lo Stato per agevolare l’abbandono delle caldaie a condensazione ha instaurato un nuovo bonus che permette di detrarre il costo della caldaia e ottenere un rimborso Irpef. Normalmente l’Eco Bonu offre il 50% di sconto sul costo di una nuova caldaia. Questo vuol dire che al momento dell’acquisto è possibile portare in detrazione la metà della spesa e ottenere uno sgravio fiscale sull’importo dell’Irpef imponibile. Un vantaggio che spinge sempre più persone a cambiare la propria caldaia con una nuova e più efficiente.



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