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Roma, 2 dic – L’attrice canadese Ellen Page ha annunciato di essere trans. Si identifica, cioè, al maschile. Ma non solo, perché in realtà è anche non-binaria. Che mal di testa, eh? Lo ha fatto sapere con un lungo post su Instagram in cui ha diffuso la lieta novella, specificando i pronomi con cui vuole essere chiamata da ora in poi: «lui» e «loro». Cosa che ci guarderemo bene dal fare in questo articolo.

Ellen Paige da ieri è un uomo trans

«Ciao amici, voglio condividere con voi che sono trans, i miei pronomi sono lui / loro e il mio nome è Elliot. Mi sento fortunato a scrivere questo. A essere qui. Di essere arrivato in questo posto nella mia vita», è l’attacco del suo lungo messaggio. L’attrice – vegana, attivista Lgbt, anti-trump, ambientalista, sostenitrice Black lives matter e altre fissazioni da ricchi liberal – aveva fatto coming out nel 2014 rivelando di essere lesbica ed è sposata dal 2018 con la ballerina Emma Portner.

Non più donna lesbica ma uomo etero

Quindi, secondo le schizofreniche regole del multiverso Lgbt, il fatto che Ellen Page ora si identifichi come uomo, fa di lei non più una lesbica ma un eterosessuale sposato a una donna. La quale Emma Portner ha supportato la scelta di “Elliot” postando a sua volta su Instagram: «Sono così fiera di te. L’esistenza di Elliot è un dono prezioso. Risplendi dolce Elliot, ti amo tantissimo».

E i media mainstream applaudono

Insomma, ora la Kitty Pride degli X-Men è un uomo transgender, a sua detta. Le è bastato, sostanzialmente, mettersi un cappello da baseball e urlare al mondo «sono un uomo» perché tutte le testate mainstream (comprese quelle italiane, Corriere, La Stampa, Repubblica in testa) si appecoronassero al Verbo. Anche la pagina Wikipedia dell’attrice ha subito la variazioni di rito. Se si cerca «Ellen Page Wikipedia» su Google si viene reindirizzati alla pagina di Elliot Page, «nato Ellen Grace Philpotts-Page (Halifax, 21 febbraio 1987), è un attore canadese» e che «gli è stato assegnato il sesso femminile alla nascita e lo ha mantenuto insieme al suo nome di nascita Ellen fino al 1º dicembre del 2020». In poche ore la realtà biologica è stata completamente ribaltata a favore di quella ideologica.

Lui o loro?

Non è ancora chiaro, comunque, se la Page abbia intenzione di intraprendere il percorso di transizione vera e propria, con somministrazioni di ormoni e interventi chirurgici annessi. Anche perché l’attrice di Juno ha chiesto espressamente di usare il pronome «loro», adottato alle persone non binarie, cioè coloro che non si identificano nella dicotomia maschio-femmina ma vivono nello spettro di un’identità che comprende elementi di entrambi i generi.

Ellen Page vuole essere trans e che nessuno la critichi

Ellen Page nel suo comunicato afferma di essere preoccupata per il contraccolpo mediatico che seguirà all’annuncio di essere trans. «Ho paura dell’invasività, dell’odio, degli “scherzi” e della violenza. Per essere chiari, non sto cercando di smorzare un momento gioioso e che celebro, ma voglio affrontare il quadro completo». Di cosa debba avere paura la Page non ci è dato di sapere, dal momento che nessun media allineato – cioè la stragrande maggioranza – di questa Terra oserà torcere un capello ad «Elliot», anzi: giornali, televisioni e vip assortiti si stanno mettendo in coda per tributare ogni sorta di salamelecco alla «coraggiosa» decisione della protagonista di Hard Candy. Una cosa è sicura, e questo vale per tutto l’establishment progressista: quando hai i media globali dalla tua, non fai più parte degli «antagonisti». Certo è che se per «odio» la Page intende semplici critiche su basi ideologiche, o le prese in giro di rito, si dovrà mettere l’anima in pace. Non si sa ancora per quanto e in che misura, ma nel mondo occidentale esiste ancora libertà di parola.

Cristina Gauri

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7 Commenti

  1. Purtroppo i manicomi sono stati chiusi tempo fa ed adesso dobbiamo subire questi vips ai quali i soldi hanno dato alla testa.

  2. Da fervente fruitore dell’universo videoludico, (videogiochi), l’ho conosciuta come interprete di Beyond Two Souls di Quantic dream, dove, assieme a William Dafoe, è la protagonista dell’avventura grafica. La riconobbi anche come attrice nella pellicola Inception di Chirsopher Nolan; mi piaceva era brava e, a mio parere, anche attraente. Poi, lo scempio; all’E3, (Electronic Entertainment Expo), del 2014, una fiera sui videogiochi, all’epoca la più importante, tenne un discorso pubblico dove rivelò la sua omosessualità. Rimasi allibito, la folla era in delirio, neanche avesse rivelato d’aver trovato la cura per il cancro. Capì, allora, che il mondo stava cambiando, invece di suscitare repulsione o, condivisibilmente, semplice accettazione della condizione altrui, la platea giubilava festante per la notizia ” devastante “. Una poveretta, che affermò di non voler più interpretare ruoli da eterosessuale; queste sono persone da compatire, non si accettano e pretendono che gli altri debbano piegarsi ai loro deliri. Auguri ” Paziente Bipolare “, mi auguro tu possa trovare un bravo psichiatra che ti possa curare, perché ne hai bisogno, davvero!

  3. il computer i social gli smartphone la tv e le mostruose oenneggih la scienziah ha creato questi mostri del
    modernismo devastante quotidiano , sicuramente Metternich sarebbe daccordo con me

  4. Se tra qualche anno annuncia di essere un gatto, la annoveriamo pure fuori dal genere umano? li chiameremo transpecifici?

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