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Roma, 2 dic – In arrivo un decreto legge di Natale. Il governo giallofucsia intende infatti integrare il prossimo Dpcm e imprimere una ulteriore stretta alle restrizioni sugli spostamenti, a prescindere dal colore delle regioni. Nessuna deroga sul coprifuoco alle 22, niente cenoni con persone non conviventi, divieto assoluto di uscire dal proprio comune il 25, il 26 e il 1 gennaio. Tutti divieti che finiranno probabilmente in un decreto ad hoc. Obiettivo: far trascorrere obbligatoriamente le vacanze di Natale a casa.



Blocco totale degli spostamenti per decreto legge

Il nuovo giro di vite è stato stabilito alla luce del vertice del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione della maggioranza giallofucsia. Prevale dunque il blocco totale degli spostamenti per decreto per evitare possibili contagi. Sfuma dunque la possibilità di raggiungere le seconde case. Restano vietati gran parte dei ricongiungimenti. Forse sarà permesso a un parente stretto di raggiungere gli anziani da soli in difficoltà (con obbligo di autocertificazione). Altrimenti sarà consentito recarsi soltanto dove si ha la residenza. I ministri guardano ai numeri dei contagi prima della riapertura agostana e all’attuale curva e non vogliono che a febbraio si verifichi un nuovo picco. La famigerata terza ondata.

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Respinte le richieste delle Regioni

Respinte le richieste delle Regioni, che con un documento firmato dal governatore ligure Giovanni Toti chiedevano piste da sci aperte e mobilità regionale libera. Il governo non permetterà settimane bianche prima di febbraio 2021. Gli impianti resteranno chiusi. Gli hotel di montagna però dovrebbero restare aperti, così da risparmiare i ristori. Per evitare che gli italiani si rivolgano alla concorrenza oltre confine, andando a sciare dove è permesso, il governo ha deciso che chi ritorna dall’estero dopo il 20 dicembre dovrà effettuare la quarantena.

Cenone e messa di Natale, che cosa cambia

Sul fronte del cenone, il coprifuoco alle 22 riduce al lumicino i festeggiamenti. Tuttavia non è escluso che Conte opti per una soluzione come quella della Germania, di imporre un tetto massimo di dieci invitati, anche non conviventi. Nonostante la raccomandazione della Ue di celebrarle online, le messe saranno aperte ai fedeli e a quanto pare inizieranno entro le 20. Niente da fare per bar e ristoranti, che resteranno chiusi dalle 18. Ma a Natale e Santo Stefano potranno aprire a pranzo, con il limite di quattro persone per tavolo.

Il decreto legge di Natale

Conte vuole tenere tutti in casa anche se l’Italia a Natale sarà tutta zona gialla. Tanto che per sicurezza il divieto di spostamenti tra regioni sarà inserito non nel Dpcm del 4 dicembre ma appunto in un decreto che dovrebbe entrare in vigore il 21 dicembre e varrà fino al 7 gennaio. Un decreto legge di Natale, insomma. La proroga delle altre restrizioni, dal coprifuoco alle regole in base alle fasce di rischio – gialla, arancione, rossa – faranno parte del nuovo Dpcm, in vigore fino al 15 gennaio.

Negozi e centri commerciali aperti fino alle 21

Infine, per consentire a tutti lo shopping natalizio i negozi chiuderanno alle 21 e i centri commerciali potranno rimanere aperti il fine settimana e nei giorni festivi prima del 20 dicembre. Ma dovranno restare chiusi durante le festività natalizie, per evitare assembramenti. In sostanza, Conte, con il decreto legge di Natale punta al lockdown. Nessuno lo nomina, per carità, ma di fatto è ciò che sarà imposto ai cittadini.

Adolfo Spezzaferro

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