Verona, 16 lug — Capricci da primadonna woke: a una settimana dal suo debutto per il 99° Opera Festival 2022 come Violetta ne La Traviata, la soprano afroamericana Angel Blue dà il benservito all’Arena di Verona per protestare contro la pratica del blackface «offensiva, umiliante e apertamente razzista» che l’istituzione scaligera «continua a utilizzare». Casus belli di tutta la diatriba è stata l’esibizione della soprano Anna Netrebko, che l’8 luglio scorso ha eseguito Aida utilizzando il blackface, ovvero pittandosi il volto di marrone per interpretare il ruolo della principessa etiope Aida. Un affronto razzista intollerabile per la 38enne cantante lirica californiana, che ha denunciato al mondo intero la pratica dell’Arena di scritturare attori bianchi per interpretare personaggi di colore.

Quel blackface dell’Aida che fa impazzire la soprano Usa

«Cari amici, famiglia e amanti dell’opera — ha annunciato Angel Blue — sono giunta alla sfortunata conclusione che quest’estate non canterò La Traviata all’Arena di Verona come previsto. Come molti di voi sapranno, l’Arena di Verona ha recentemente deciso di utilizzare il trucco blackface in una recente produzione di Aida. Vorrei essere perfettamente chiara: l’uso del blackface in qualsiasi circostanza, artistica o altro, è una pratica profondamente fuorviante basata su tradizioni teatrali arcaiche che non hanno posto nella società moderna». Angel Blue rincara la dose: il blackface «è offensivo, umiliante e apertamente razzista. Punto. Non vedevo l’ora di fare il mio debutto in casa all’Arena di Verona cantando una delle mie opere preferite, ma in coscienza non posso associarmi a un’istituzione che continua questa pratica».

Nella cosiddetta «società moderna» per i paladini dell’antirazzismo è invece perfettamente lecito il blackwashing, ovvero utilizzare attori afroamericani per interpretare personaggi storicamente o culturalmente bianchi, stravolgendone del tutto il contesto, e che nessuno osi obbiettare. Quello che forse la soprano californiana ignora è la differenza tra blackface, nato negli Usa nell’800 come forma di intrattenimento in cui i bianchi si truccavano da neri per prenderne in giro gli stereotipi, e la consuetudine europea, priva di alcun intento denigratorio, di utilizzare attori bianchi per i ruoli di Otello o Aida.

La Fondazione Arena non torna indietro (per ora)

Interpellata sulla questione, la Fondazione ha dapprima replicato spiegando che «finché facciamo un’Aida storica in Arena, è molto difficile per noi cambiare qualcosa». Prima della Netrebko, infatti, l’Aida aveva già fatto la sua comparsa sulle scene dell’Arena il 18 giugno con Liudmyla Monastyrska. Anche in questo caso la cantante lirica aveva fatto ricorso al  blackface. «La nostra vocazione – prosegue la Fondazione che non appare intenzionata a piegarsi ai diktat della Blue — è sempre stata di creare pace mediante la musica e l’arte. Questa Aida è nata nel 2002, 20 anni fa, e da allora riproposta in numerose edizioni del Festival». Anche perché, a quanto pare, la soprano afromericana conosceva con largo anticipo i dettagli relativi all’Aida, blackface incluso. «L’accordo con Angel Blue è stato siglato un anno fa, la prima è andata in scena lo scorso 18 giugno. Pertanto, le caratteristiche di questa produzione erano ben note all’artista quando si è impegnata a cantarla. La invitiamo a ripensarci, a venire all’Arena. Sarà occasione per dialogare in modo costruttivo». 

Non è la prima protesta

Non è la prima volta che le proteste relative all’utilizzo del blackface irrompono nel bel mezzo della stagione operistica. Nel 2019, la soprano statunitense Tamara Wilson protestò per prima dando grande ostentazione di correttezza politica: «Non voglio essere una ruota nell’ingranaggio del razzismo istituzionalizzato», aveva denunciato. «Non mi va di farmi dipingere la faccia di nero, perché l’industria per cui lavoro dovrebbe avere cura di assumere gente nera per i ruoli dei neri, e se non ci sono abbastanza soprani di colore perché una donna nera possa diventare un soprano abbastanza valido da riuscire ad interpretare il personaggio di Aida all’Arena di Verona, ebbene, allora significa che ancora oggi nel 2019 abbiamo un problema globale di razzismo». La Wilson si esibì due volte con la faccia leggermente colorata di scuro, poi diede forfait, sostituita da María José Siri, che si presentò con il trucco tradizionale senza piagnistei antirazzisti sottolineando che il trucco in questione si rendeva «necessario alla piena resa del personaggio», pur ammettendo «la complessità del problema per chi viene dagli Stati Uniti».

Cristina Gauri

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1 commento

  1. AVETE ROTTO I COGLIONI !!!!!!

    ma basta con sti NEGRI DI MERDA !!!!!

    mandatela affanculo !!!!! Ha un fratello canterino ? mandi il curriculum …
    ma poi , se deve cantare da BIANGO ? facciamo il white FACE ??????

    Un negro deve essere interpretato da un NEGRO ……
    quindi , per interpretare un Faraone ?????

    Un RE ? e restiamo nella lirica ……

    un KLINGON ?

    AVETE ROTTO ER CAZZO , AVETE ROTTO ER CAAZZO !

    Pochi anni fa le parti da donna erano interpretate da UOMINI e
    le soprano erano maschi CASTRATI (vedasi Marchese del Grillo )

    Quindi ?

    Hanno detto che Dumbo è un film rassista perchè ci sono i corvi …..
    ai NEGRI DI MERDA faccio presente che per NOI il CORVO è un animale
    SACRO !!!!!! maledetto chi lo INSULTA !!!!!

    Huginn e Muninn OCCHI di WOTAN !

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