Brescia, 25 nov – Dopo la battuta infelice di Marco Van Basten di domenica – quando ha avuto la geniale idea di dire “sieg heil” ad un allenatore tedesco – è la volta di Massimo Cellino, presidente del Brescia. Nel suo team milita infatti Mario Balotelli che, qualora non vi fosse chiaro, è nero. E la gaffe è servita.

Cellino: “Sta lavorando  per schiarirsi”

Nel video condiviso da Tuttomercatoweb è possibile vedere un giornalista domandare a Cellino che cosa stia succedendo con il suo giocatore, Balotelli. Come molti di voi sapranno, recentemente Super Mario ha fatto parlare di sé più per gli ipotetici atti di discriminazione subiti e per i rapporti non esattamente distesi con il mister Grosso (che in uno degli ultimi allenamenti lo ha invitato ad abbandonare il campo) che per la resa sul campo che ci si aspetterebbe da un talento del suo livello.

“E’ un valore aggiunto”

E il presidente delle Rondinelle pensa bene di rispondere: “Cosa succede a Mario? Che è nero, sta lavorando per schiarirsi ma ha tante difficoltà”. E’ evidente che il presidente del Brescia si riferisce all’umore dell’attaccante ex Inter e non alla sua carnagione. E, infatti, continua: “L’ho preso perché lo consideravo un valore aggiunto, deve dare risposte sul campo, non sui social” aggiunge ancora Cellino, con una punta di cattiveria. “Ma non è il capro espiatorio della difficile situazione del Brescia”. Quindi, in breve, Cellino giunge  anche a difendere il suo giocatore non addossandogli più responsabilità di quelle che merita.

E torna il fantasma del razzismo

Su Twitter, però, c’è già chi grida allo scandalo: “Una frase che stona con la lotta al razzismo del calcio portata avanti dallo stesso Mario Balotelli”, commenta qualcuno taggando lo stesso giocatore. Altri definiscono la frase di Cellino “follia”, altri ancora insultano il presidente del Brescia chiamandolo “razzista di m***a”. I fan di Mario sembrano essere un po’ come le Sardine, che gridano al fascismo ogni volta che qualcosa non gli aggrada; resta da capire come mai il presidente della sua stessa squadra dovrebbe discriminarlo per il colore della pelle. Altro caso montato ad arte dall’isteria collettiva che circonda Super Mario e il razzismo dal quale sarebbe perseguitato. Ne è l’ultimo esempio lo scontro che ha avuto con la curva dell’Hellas Verona, risoltosi, per il momento, in un nulla di fatto: secondo la magistratura sportiva attualmente non sarebbe dimostrabile che Mario abbia ricevuto dai tifosi veronesi insulti razzisti. Intanto, però, se n’è parlato e c’è stata la gogna mediatica per chi era accusato dal giocatore milionario. Ma non sarà che alla fine i discriminati siamo noi?

Ilaria Paoletti

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