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Roma, 22 mag –  Giro d’Italia, un trionfo Fortunato. Si è appena conclusa la frazione da Cittadella al terribile Monte Zoncolan, tra le salite più dure tra tutti i Grandi Giro. Si parte col colombiano Egan Bernal (Ineos-Grenadiers) in maglia rosa, con Vlasov e Caruso subito a seguire. Il versante affrontato è quello di Sutrio, affrontato solo nel 2003 (prima volta in assoluto del Monte Zoncolan), con la vittoria di Gilberto Simoni. L’ultima volta nel 2018 (versante di Ovaro) con la bella vittoria di Chris Froome, che vincerà quell’edizione del Giro d’Italia.



Giro d’Italia, Lorenzo Fortunato vince sullo Zoncolan

Per quanto riguarda la cronaca, condizioni meteo difficili e instabili, mentre sulla prima difficile salita di giornata (Forcella Monte Rest), nulla succede. Nella successiva discesa, il forcing dell’Astana di Vlasov spezza il gruppo, con Remco Evenepoel che va in difficoltà. Ma comunque nei chilometri a seguire, la situazione rientra e si arriva ai piedi dello Zoncolan con gruppo compatto e la fuga avanti di pochi minuti. Sulla prima parte di salita, tra i fuggitivi fanno ritmo Tratnik e Fortunato, in gruppo scandisce il ritmo la Ineos di Bernal. Nibali cede di schianto e dice addio alle speranze di un buon pizzamento in generale. In gruppo il ritmo è sostenuto ma non infernale, tanto che i fuggitivi si giocano la tappa. A pochi chilometri dall’arrivo il giovane Lorenzo Fortunato (al suo primo Grande Giro) allunga su Jan Tratnik e in mezzo alle nubi va a vincere in maniera sorprendente, facendo sì che il suo team, la Eolo-Kometa, conquisti la tappa regina del Giro d’Italia. Grande soddisfazione per il team che ha avuto la possibilità di partecipare al Giro solamente su invito.

Le tappe del Giro

Dietro attacca Simon Yates e resiste la maglia rosa di Bernal, che allunga nell’ultimo chilometro proprio sul britannico. Poco più lontani, Caruso e Ciccone, mentre perdono tanto Vlasov ed Evenepoel. Egan Bernal consolida così la maglia rosa, allungano su tutti. Secondo Damiano Caruso. Per quanto riguarda la cronaca delle altre frazioni, la seconda settimana è partita con la tappa da L’Aquila a Foligno: il percorso si prestava benissimo a delle fughe o a un arrivo in volata per quei velocisti in grado di tenere su salite di media difficoltà. Così è stato: la Bora-Hansgrohe di Peter Sagan forza il ritmo e mette in crisi tanti velocisti, così che il pluricampione slovacco riesce a vincere la volata finale su Gaviria e Cimolai. Passato il giorno di riposo, si riparte mercoledì da Perugia. La tappa prevede nel finale tantissimi chilometri di strade bianche, prima dell’arrivo a Montalcino. Giulio Ciccone e Remco Evenepoel vanno in crisi, con il belga che ad un certo punto pare quasi fermarsi e arrendersi (sarà aiutato dal compagno di squadra Almeida e limiterà a due minuti e mezzo il ritardo dai migliori). Nel mentre Egan Bernal, in sinergia con Buchmann, guadagna secondi su tutti gli avversari, mentre il tedesco rientra prepotentemente in classifica. La tappa è vinta dal giovane svizzero Mauro Schmidt in volata su Alessandro Covi (oggi terzo all’arrivo, ottimo Giro d’Italia anche per lui).

La tappa da Siena a Bagno di Romagna è perfetta per i cacciatori di tappe, e così è. La fuga prende il largo e sulle salite viene fatta selezione, e in volata ristretta a due, Andrea Vendrame (AG2R-Citroen) regala una gioia all’Italia. In gruppo, da segnalare qualche secondo guadagnato da Nibali con un forcing in discesa e il ritiro di Masnada, l’ex maglia rosa De Marchi, Marc Soler (uno dei pretendenti iniziali al podio) e Gino Mäder (vincitore ad Ascoli). Tappa tranquilla il venerdì, con arrivo a Verona. Dopo tantissimi piazzamenti a podio al Giro d’Italia, coglie il primo successo Giacomo Nizzolo, con la maglia di campione europeo in carica. Si riparte domani per la tappa da Grado a Gorizia, in attesa dell’ultima settimana con le grandi tappe alpine ed una corsa che ha ancora molto da dire.

CLASSIFICA
1. Egan Bernal (COL)
2. Simon Yates (ENG) a 1’33”
3. Damiano Caruso (ITA) a 1’51”
4. Aleksandr Vlasov (RUS) a 1’57”
5. Hugh John Carthy (ENG) a 2’11”
6. Emmanuel Buchmann (GER) a 2’36”
7. Giulio Ciccone (ITA) a 3’03”
8. Remco Evenepoel (BEL) a 3’52”
9. Daniel Felipe Martinez (COL) a 3’54”
10. Romain Bardet (FRA) a 4’31”

Manuel Radaelli

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