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Roma, 9 set – Corruzione al ministero dell’Istruzione: arrestato l’editore dell’agenzia di stampa Dire. Federico Bianchi di Castelbianco è finito in carcere nell’ambito di una inchiesta su affidamenti diretti di fondi concessi dal Miur, il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. L’arresto è stato condotto dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria di Roma su delega della procura capitolina. L’ordinanza del gip della Capitale è stata chiesta dai pubblici ministeri che si occupano di reati contro la pubblica amministrazione, coordinati dall’aggiunto Paolo Ielo.



Corruzione al ministero dell’Istruzione, arrestato l’editore dell’agenzia Dire

Il coinvolgimento di Bianchi di Castelbianco, 69 anni, psicoterapeuta romano, che è anche presidente dell’Ido – l’Istituto di ortofonologia, specializzato in autismo e disabilità dell’infanzia e dell’adolescenza – è emerso nella primavera scorsa. Quando una dirigente del ministero, Giovanna Boda, provò a togliersi la vita dopo una perquisizione negli uffici dove lavorava. Il documento del giudice delle indagini preliminari coinvolge anche altre due persone ritenute vicine all’editore dell’agenzia Dire (di sinistra, fondata nel 1988 dal responsabile dell’ufficio stampa del Pci e segretario di Berlinguer) e per cui è stata adottata la misura degli arresti domiciliari.

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L’arresto per corruzione nei confronti di una dirigente del Miur

Secondo quanto riferito dalla Guardia di finanza, Bianchi di Castelbianco è l’amministratore di tre società e di una fondazione, tutte con sede a Roma e che operano nel settore della comunicazione e della formazione. Ebbene, nel periodo 2018-2021 tali società avrebbero ricevuto affidamenti da parte di istituti scolastici per circa 23 milioni di euro. I reati contestati sono concorso in corruzione e rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio. L’editore-psicoterapeuta nello specifico è stato arrestato per il reato di corruzione nei confronti della Boda, la dirigente del ministero che aveva tentato il suicidio.

Soldi in cambio di affidamenti diretti di fondi alle società

Nel dettaglio, le indagini, condotte sui flussi finanziari sulla base di segnalazioni di operazioni sospette, hanno riguardato “plurimi episodi corruttivi” nei confronti della Boda. La Gdf ha scoperto bonifici e pagamenti in contante oltre a spese di carattere personale di varia natura e tipologia. Secondo gli inquirenti l’indagata sarebbe stata stata corrotta in cambio utilità e denaro pari a circa 680mila euro. In cambio, l’editore/psicoterapeuta ha ricevuto affidamenti diretti dalla funzionaria. Secondo quanto riportato all’epoca dei fatti dal quotidiano La Verità, la capo dipartimento avrebbe firmato una serie di decreti per 39.950 euro aggiudicati alle società di Bianchi. Ma perché proprio questa cifra? Semplice: a 40mila euro scatta la gara, secondo quanto previsto dal codice dei contratti.

Adolfo Spezzaferro

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