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Roma, 5 ott – Il governo giallofucsia deve dire la verità sullo stato di emergenza. A chiederlo è la seconda carica dello Stato mentre il premier Giuseppe Conte si appresta a rifilare al Paese l’ennesimo Dpcm. “E’ evidente che l’emergenza sanitaria non è finita e non lo sarà fino a quando non avremo un vaccino o una cura specifica”, ma “sullo stato di emergenza devono dirci la verità”, sostiene la presidente del Senato Elisabetta Casellati in un’intervista al Corriere della Sera. Insomma, mentre aleggia lo spettro di un ritorno a restrizioni sugli spostamenti e a chiusure parziali sempre in virtù della curva dei contagi, la Casellati ci tiene a precisare che “il Senato non si è mai fermato, neppure nei momenti più acuti della pandemia. Ho semplicemente sospeso per un giorno le attività delle Commissioni per fare accertamenti richiesti dai protocolli sanitari. Abbiamo dimostrato che con cautela e responsabilità si può e si deve continuare a lavorare e io ritengo che il Senato debba farlo nella sua sede istituzionale”. E lo stesso dovrebbe fare il Paese, è il messaggio implicito.

La seconda carica dello Stato ribadisce il primato del Parlamento

La presidente del Senato difende e ribadisce il primato del Parlamento: “Capisco le ragioni dell’emergenza, ma non vorrei che tra proposte di democrazia diretta, appelli al voto a distanza e ricorso continuo ai decreti-legge si finisca per abbattere il Parlamento e quindi la democrazia rappresentativa”. Se poi sia giusto o meno che il governo proroghi lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, Casellati è risoluta: “Sulla proroga, prima di tutto occorre avere informazioni corrette, senza nascondere i risultati del Comitato tecnico. Se non abbiamo accesso alle informazioni, non possiamo dire nulla. Abbiamo bisogno di verità. Gli italiani sono stanchi di oscillare tra incertezze e paure, in una confusione continua di dati che impedisce tra l’altro di programmare il lavoro”.

“Emergenza Covid ha dimostrato che rapporto Stato-Regioni non funziona”

Altro tasto dolente è l’evidente mancanza di coordinamento tra governo centrale e regioni. “L’emergenza Covid ci ha dimostrato come il rapporto tra Stato e Regioni non funzioni. Serve rafforzare i compiti delle autonomie, riconducendo l’attività di governo entro limiti costituzionali più chiari e stringenti”. sostiene la Casellati. “Penso poi al ricorso abituale alla decretazione d’urgenza, troppo frequentemente blindata dai voti di fiducia. Il Parlamento, che secondo la Costituzione è centrale, così viene marginalizzato. Per evitare che si trasformi definitivamente in un convitato di pietra, dovremo mettere dei paletti precisi ai decreti legge“, è il monito della seconda carica dello Stato.

“Paese non è in grado di sopportare un nuovo lockdown”

E sul rischio di un nuovo confinamento la presidente di Palazzo Madama avverte: “Penso che il Paese non sia in grado di sopportare un nuovo lockdown. Socialmente ed economicamente. Vedo solo la necessità di essere severi nel far rispettare le regole. L’allarmismo non serve, non aiuta a controllare la pandemia e crea solo sfiducia. Al contrario dobbiamo sostenere il ritorno alla normalità secondo due parole d’ordine che ci dovranno accompagnare nei prossimi mesi: responsabilità e coraggio”.

“Non c’è una visione strategica del Paese. Si mettono solo delle toppe”

Infine la Casellati esprime forti dubbi anche sul cosiddetto bazooka da 209 miliardi della Ue, il Recovery fund, tutt’altro che un affare per l’Italia: “Mi preoccupa molto. Sapevamo che a luglio l’accordo ci vedeva destinatari di 209 miliardi. Ma oggi ci troviamo di fronte all’ennesima discussione tra Paesi frugali e non e al dubbio se queste somme arriveranno, quando e a quali condizioni. E’ incredibile! Sembra di essere nel gioco dell’oca: si torna alle posizioni precedenti”. Più in generale, la presidente del Senato critica l’azione di governo: “Non c’è una visione strategica del Paese, una visione lungimirante del futuro e dello sviluppo. Si mettono delle toppe, ma in realtà non ci si occupa dei veri problemi la cui soluzione identifica una chiara linea politica”.

Insomma, il quadro delineato dalla Casellati – purtroppo più che aderente alla realtà – è davvero preoccupante: a queste condizioni, complice il catastrofismo dei giallofucsia, la ripresa economica del Paese è una chimera.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. È come dire:
    fino ad adesso non sappiamo se l’avete detta.
    Mettere in dubbio la parola di chi governa vuol solo invocare le sue dimissioni.

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