Milano, 19 mag. – A meno che non cambi ancora una volta idea, il sindaco Giuseppe Sala indosserà addirittura la fascia tricolore. E sarà in prima fila alla manifestazione “20maggiosenzamuri” che si svolgerà domani a Milano. Partirà da Porta Venezia e arriverà al Parco Sempione. Una marcia sulla scia di quella di Barcellona del febbraio scorso, per ribadire l’accoglienza che Milano riserva ai migranti. Come se ce ne fosse bisogno, e come se Milano non accogliesse già abbastanza immigrati, ben più di quelle che sono le sue reali capacità di accoglienza. Giusto, mandatene altri che qui si sta bene.

Insieme a Sala sfilerà colui che a Milano in molti chiamano l’assessore dei migranti, Pierfrancesco Majorino. E una serie di personaggi e associazioni che hanno fatto dell’accoglienza un business. Davanti i Dem, dietro gli antagonisti e i centri sociali. In mezzo Emergency, Anpi, Arci, Acli, associazioni varie, sindacati, cooperative sociali, una settantina di sindaci. E i centri islamici, primo tra tutti il discutibile Caim, che in passato, ad esempio, si è schierato a favore di quel campione di libertà che è Erdogan.

Dalla Stazione Centrale, però, dove l’emergenza immigrazione crea non pochi problemi di ordine pubblico (si veda l’aggressione di ieri sera), la marcia non passerà. Ma Giuseppe Sala, intervistato da Repubblica all’uscita dall’ospedale dove sono ricoverati i militari feriti dall’italo-tunisino che li ha accoltellato in Stazione Centrale dice “Andiamo avanti tranquilli”. Alla faccia del governatore della Lombardia Roberto Maroni e di una serie di altri esponenti politici che chiedono che la marcia venga annullata perché non fa altro che alimentare la tensione.

Ma quella di domani, secondo gli organizzatori, dev’essere una festa, un arcobaleno di etnie e di colori che danzeranno e balleranno. Quasi a voler tacere la vera realtà dell’occupazione da parte dei cosiddetti migranti di alcune zone della città. Del resto a Sala i blitz che cercano di portare odine non piacciono, e secondo lui “non rappresentano il nostro modello”. E poi si sa, il Parco Sempione è molto più adatto ai radical chic di Palazzo Marino rispetto alla Stazione Centrale. E soprattutto la zona è tra quelle a minore presenza di immigrati, che vivono dove abitano i milanesi.

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1 commento

  1. c ‘è sempre questa concezione hypparda del “danzare e cantare assieme in un acrobaleno (talvolta si legge “caleidoscopio”) di etnie e colori” che ricorda non poco le parole delle aspiranti finaliste di Miss Italia riguardo la “pace nel mondo”.

    …fino a che le realtà vera irrompe sotto forma di uno straniero musulmano “moderato” che non vuole che la propria figlia frequenti a scuola la lezione di musica,perchè secondo allah è peccato (come già successso a Reggio Emilia) e questo solo per fare un esempio “buono” e non citare invece l’accoltellatore della stazione,come da voi già ricordato.

    Auguri.

    PS presenzia la marcia anche l’amministratore delegato di Starbucks di Milano ?

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