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Soldi del SuperEnalotto per i terremotati? Ecco perché non si può fare

by Stefano Casagrande
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sisal_logo_newRoma, 25 ago – Angelo Ciocca (eurodeputato della Lega Nord), Antonio Boccuzzi (deputato Pd), Giorgia Meloni (FdI) e Federico D’Incà ( deputato M5S ) hanno trovato la soluzione per i terremotati: devolvere il jackpot del SuperEnalotto (130 milioni) alle zone colpite dal terremoto.

La sparata (perché di questo si tratta..) non è nuova, più o meno a ogni evento catastrofico si è alzata la voce “Devolvere il premio X alle zone colpite da Y”. Nel 2009 per il terremoto in Abruzzo il montepremi che avrebbe risolto tutto era quello del Grande Fratello ( anche se in realtà corrispondeva a meno di 300.000€ contro danni per miliardi ), adesso la soluzione è il malloppo del SuperEnalotto. Perchè sarebbe una boutade? Per due motivi.

Il primo è il più matematico: quei 130 milioni rappresentano solo il 34,648% di quanto scommesso.
Questo vuol dire che per raggiungere quei 130 milioni i giocatori ne hanno messi a disposizione oltre 360. E tolte le percentuali che restano al punto vendita (8%) e al concessionario (3,73%) restano oltre 200 milioni già incassati dallo stato. Soldi che lo stato ha già a sua disposizione e può disporne senza problemi.

Il secondo è che il Montepremi NON è a disposizione dello Stato ma del concessionario che lo gestisce secondo un contratto ben definito. Nel caso specifico titolare della concessione è la SISAL che non è un ente pubblico, è una SRL. Se lo Stato vuol cambiare le regole di raccolta e gestione del montepremi può farlo (bisogna poi vedere quale privato gestirà il gioco d’azzardo con la minaccia di vedersi azzerato il montepremi “perché lo chiede il web”) ma logica vuole che non può farlo retroattivamente e pretendere di mettere le mani su un tesoretto per cui la SISAL ha già versato all’erario la percentuale corrispondente. Insomma, la classica boutade politica per attirare facili like dal popolo del web. E con oltre 240 vittime e migliaia di sfollati se ne potrebbe davvero fare a meno.

Stefano Casagrande

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4 comments

bruno 25 Agosto 2016 - 8:12

… anche tu non sei Montanelli, quindi possiamo considerare anche il tuo illuderti di essere un vero giornalista come una simpatica boutade.

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Alessandro 26 Agosto 2016 - 12:17

Invece te a fare queste battutine chi ti illuderesti di essere? Il Marco Travaglio de noattri?
Poveretto….

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Milo 26 Agosto 2016 - 9:22

Certo che mai fate una riflessione voi… ci scommetto che dici così solo perché c’ha ragione e ti rosica la cosa, come un bambino viziato.

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Sal Taurasco 26 Agosto 2016 - 8:15

Bisogna capirli i poveri onorevoli, erano in crisi da astinenza nel dire cazzate e il terremoto gli è giunto a fagiolo. Ma la cazzata migliore (e oscena) è quella del pd Librandi che vorrebbe spostare il referendum per solidarietà verso i terremotati. Invece di domandarsi sulla loro ignavia e sulla loro irresponsabilità! L’unica solidarietà accettabile è un bel sisma nei palazzi e nelle case (regalate!) dove staziona questa gente!

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