Roma, 14 apr – La notizia dell’attacco condotto da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia contro la Siria irrompe anche nel dibattito italiano e invece la girandola di consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Uno dei primi a parlare è stato il premier Paolo Gentiloni, che si è limitato ad auspicare una generica soluzione diplomatica e ha assicurato che dalle basi italiane non è partito alcun supporto logistico alla missione. Nessuna condanna comunque, visto che il presidente del consiglio sposa comunque la tesi dell’uso di gas da parte della Siria: “A un secolo dalla fine della prima guerra mondiale non possiamo rassegnarci all’idea che le armi chimiche tornino a essere utilizzate nei conflitti. Le conseguenze umanitarie di queste armi atroci non sono degne della nostra civiltà. Le abbiamo viste in questi giorni e non possiamo più tollerarle”.

Duro, al contrario, Matteo Salvini: “Stanno ancora cercando le ‘armi chimiche’ di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno con il grilletto facile insiste ‘coi missili intelligenti’, aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi”, ha scritto sul suo profilo twitter. Una decisa presa di posizione che però non convince gli alleati di centrodestra: “In queste situazioni – ha detto Silvio Berlusconi, impegnato nella campagna elettorale per le regionali in Molise – è meglio non pensare e non dire nulla. Si tratta di un attacco su obiettivi precisi contro siti legati alla produzione di armi chimiche, che traduce il principio internazionale di condanna di queste armi. Lasciamo intervenire l’Onu”. Parole alle quali hanno fatto seguito quelle del senatore Paolo Romani, critico nei confronti dell’azione solo perché “non coordinata a livello Nato e senza una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu”.

Un concentrato di cerchiobottismo invece il Di Maio pensiero, affidato un post su facebook: “Siamo preoccupati per quel che sta accadendo e riteniamo che in Siria occorra accelerare con urgenza il lavoro della diplomazia, incrementando i canali si (sic) assistenza umanitaria. L’uso di armi chimiche, come ho già detto, è intollerabile ma mi auguro che l’attacco di oggi resti un’azione limitata e circoscritta e non rappresenti invece l’inizio di una nuova escalation. Restiamo al fianco dei nostri alleati soprattutto perché in questa fase delicatissima credo che l’Ue debba avere la forza di farsi vedere compatta e unita, anche nell’invitare le Nazioni Unite a compiere ispezioni sul terreno affinché si accertino le responsabilità sull’uso di armi chimiche da parte di Assad. Su questo aspetto, in particolare, mi auguro che anche il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si mostri coeso”, ha scritto il leader pentastellato.

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