L’accusa dei tifosi del Lione: così ci hanno umiliato all’Olimpico

tifosi lione olimpicoRoma, 17 mar – “Ci hanno perquisito almeno tre volte, palpandoci ovunque. Ci hanno chiesto addirittura di abbassare pantaloni e mutande, è stato umiliante”. E’ polemica in Francia per il trattamento riservato dalla polizia italiana ai tifosi del Lione in trasferta all’Olimpico, per gli ottavi di finale di Europa League contro la Roma. Diverse testate transalpine raccontano quella che per i 750 supporters dell’Olympique è stata percepita come un'”umiliazione”. “Alcuni hanno dovuto addirittura aprire le natiche”, racconta Hugo, un tifoso di 22 anni, al giornale francese 20Minutes, “è stato sfiancante, ci facevano passare solo in due o tre alla volta e la polizia spesso rideva di noi. Sapevo che se non mi fossi fatto perquisire avrei rischiato grosso”.

“Ci hanno messo su dei bus dove faceva un caldo soffocante”, spiega Diego, un altro tifoso, “ci hanno trattato come animali“. Alcuni tifosi del Lione, circa una cinquantina, si sono rifiutati di spogliarsi davanti alla polizia e per questo sono potuti accedere allo stadio solo alla metà del primo tempo. Molti tifosi, anche su Twitter non hanno esitato a definire quanto accaduto all’Olimpico “una vergogna”, affermando chiaramente di essersi sentiti “provocati” dalla polizia italiana.  “Per uscire dallo stadio ci abbiamo messo più di un’ora e mezza, la polizia sembrava un plotone di esecuzione”.


Se in Italia e in particolare a Roma siamo ormai abituati alle misure che hanno trasformato lo stadio Olimpico in un bunker, all’estero suscitano ancora sorpresa e indignazione. Tra tornelli, perquisizioni a dir poco invasive, multe e diffide per chi non rispetta rigorosamente il posto, documenti per comprare un biglietto che manco per un viaggio intercontinentale, parcheggi lontani chilometri e barriere che dividono la curva, uno degli stadi più calorosi d’Italia si è trasformato (giustamente) in un deserto. Solo pochi giorni fa ad un ragazzino è stata sequestrata dalla polizia una sciarpa della Roma con la scritta “che Dio ve furmini”, una sciarpetta storica in voga almeno dagli anni ’80. Le proteste e la rabbia dei tifosi del Lione è più che comprensibili, così come lo sono quelle dei tifosi della Curva Sud che da più di un anno rinunciano ad entrare allo stadio.

Davide Romano

 

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