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Cardinale Scola
Nella foto il cardinale Scola con alcuni profughi

Milano, 6 dic – Il Corrierone lo annuncia entusiasta: “Gli immigrati della Montello a scuola per diventare imprenditori“. Il giornale di via Solferino a Milano, infatti, si riferisce ai ben trentadue corsi di formazione che, da gennaio, saranno attivati all’interno della caserma Montello, struttura a nord di Milano che ospitava l’esercito e che, dallo scorso novembre, è stata trasformata in un centro d’accoglienza.

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Proprio in questi giorni, in effetti, i quasi trecento richiedenti asilo della caserma stanno partecipando ai colloqui per partecipare alle lezioni che prevedono classi di quindici persone ciascuna e corsi non solo per imparare la lingua italiana, ma per imparare a svolgere i mestieri più disparati (e non solo). Dai corsi per fare il panettiere, il pizzaiolo, il muratore, alle lezioni di informatica e per l’installazione di reti telefoniche e internet, da quelli per addetti alla logistica e magazzinieri a quelli di orticoltura, di cucina, sartoria, falegnameria, parrucchieria, video-storty telling (si, davvero!) e buttafuori. E non è tutto. Oltre ai corsi, infatti, agli immigrati (almeno per metà destinati a rimanere clandestini poiché privi dei requisiti, come ammette il Corriere) sarà anche destinato un fondo per il microcredito, finalizzato all’avvio di attività imprenditoriali qui o nei loro paesi d’origine.

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Questo è quanto, insomma, ad un mese dal passaggio di gestione della caserma dall’esercito alla Fondazione Fratelli di San Francesco, con la direzione di padre Clemente Moriggi. La spesa complessiva, spiega il Corriere, sarà di ben 253mila euro per un anno: soldi destinati alla retribuzione di docenti, tutor, mediatori ma anche all’acquisto di materiali, attrezzature e perfino ad attività come tornei sportivi e cineforum. Nel frattempo, gli immigrati ci ripagano raccogliendo foglie insieme agli appositi addetti dell’Amsa.
Va tutto bene.

Emmanuel Raffaele

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