Imperia, 7 giu – La Liguria, seconda sola alla Lombardia, è la regione italiana più colpita dal fenomeno delle separazioni coniugali. L’Istituto nazionale di statistica ha reso noto che il numero delle rotture matrimoniali annue è passato da 200 (su mille matrimoni) nel 1995, a 392 nell’ultima rilevazione risalente al 2014. Praticamente raddoppiato in 20 anni. Le principali vittime di questa piaga sono i padriTartassati, dimenticati da tutti, privati dei diritti, relegati ai margini, quando non completamente estromessi dalla vita dei figli. Nei dormitori, alle mense aumentano incessantemente quegli uomini separati ridotti in povertà, che avendo ceduto all’ex-coniuge la casa di proprietà ed essendo costretti a versare gli assegni di mantenimento, si ritrovano senza un tetto sopra la testa.

I primi passi

Nel comune di Imperia l’amministrazione ha mosso i primi timidi passi per tentare di arginare il fenomeno, e venire incontro alle criticità maggiori: da qui la decisione di mettere a disposizione dei padri separati in situazione di disagio economico ed emergenza abitativa, tre posti letto per la durata di sei mesi, prorogabili per altri sei. Un progetto sviluppato sulla falsariga dell’iniziativa promossa dall’Azienda Regionale per l’Edilizia della Provincia di Genova (Arte) che a febbraio aveva annunciato il progetto di destinare trenta alloggi a canone agevolato a genitori divorziati, considerando prioritari nella graduatoria i padri separati o divorziati.

Inarrestabile piaga sociale

L’iniziativa è basata su un protocollo di intesa con l’associazione “Papà separati Liguria”. Le stanze a disposizione sono ubicate presso la “Casa del Papà”, nella struttura dei Padri Carmelitani, in località Castelvecchio, a beneficio di 3 padri residenti nel Comune di Imperia che dovranno documentare la loro situazione economica e logistica. L’assessore ai Servizi Sociali Luca Volpe commenta con soddisfazione questo primo, piccolo ma fondamentale passo: “Siamo il primo Comune in Liguria ad adottare questo tipo di provvedimento anche se sappiamo che ci stanno lavorando pure altre amministrazioni. Quella dei padri separati con gravi difficoltà economiche è una nuova e inarrestabile piaga sociale, che spesso danneggia anche il diritto dei figli ad avere un rapporto stabile coi propri genitori”.

Cristina Gauri

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