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Roma, 17 giu – Mentre l’inchiesta sul Ponte Morandi, coordinata dalla Procura di Genova, avanza (sia pur faticosamente, tra rinvii, perizie e chiusura imposta dall’epidemia) un’altra tegola si abbatte su Autostrade. Questa volta ad indagare sulla società del gruppo Atlantia è l’Antitrust, che ha acceso un faro – effettuando anche  accertamenti ispettivi presso alcune delle sedi aziendali – su presunte pratiche commerciali scorrette portate avanti nel corso degli anni.

L’Antitrust indaga Autostrade

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Autostrade per l’Italia, volta ad accertare “la sussistenza di presunte pratiche scorrette“. Più nello specifico, l’autorità ha messo sott’occhio quanto accaduto sull’autostrada A16 Napoli Canosa, dove a fronte di una riduzione delle corsie di marcia, nonché di specifiche limitazioni alla velocità massima consentita che hanno comportato un “rilevante aumento dei tempi di percorrenza”, Autostrade non avrebbe adeguato i pedaggi nonostante l’evidente peggioramento del servizio offerto agli automobilisti e agli autotrasportatori.

L’indagine non riguarda però solo l’autostrada “dei due mari” che collega la dorsale tirrenica con quella adriatica, ma si estende sull’intera rete di oltre 3mila km controllata da Autostrade per l’Italia sull’intero territorio nazionale. Sott’occhio sono finite le “modalità informative riguardanti le procedure di rimborso” che gli utenti possono adire in caso di disservizi, come ad esempio quelli capitati agli automobilisti che nel periodo di festività tra fine 2019 ed inizio 2020 hanno dovuto passare ore in fila sullA14 (le code avevano raggiunto i 24 km: ad un certo punto tra Pescara ed Ancona, un tratto percorribile normalmente in meno di due ore, ne sono servite cinque per coprire la distanza), dove la viabilità era rimasta di fatto bloccata tra riduzioni di corsie, viadotti sequestrati dall’autorità giudiziaria e limitazioni al transito per i mezzi pesanti. Autostrade aveva assicurato che i viaggiatori dell’esodo e del controesodo sarebbero stati rimborsati per il pedaggio corrisposto: spetterà adesso all’Antitrust verificare la correttezza delle pratiche adottate per il rimborso di chi ha vissuto un vero e proprio incubo.

Filippo Burla

4 Commenti

  1. non dovevate rinazionalizzarle,le autostrade?

    dico…
    ma possibile che tutto quello che rende soldi deve essere regalata ai privati per un pezzo di pane raffermo,
    e quello che genera solo debiti (alitalia)
    deve essere sempre statalizzata?

  2. Sono anni che molti italiani non possono viaggiare come nel passato per il costo delle autostrade.La società autostrade chiedeva alla politica quasi ogni anno aumenti dei pedaggi promettendo grandi investimenti che poi non venivano fatti nella misura concordata.E non c’era alcun controllo a posteriori sulla quantità dei lavori fatti e loro corrispondenza con quanto promesso..Sarebbe importante sapere chi ci ha guadagnato e quanto da questa truffa ai danni del popolo italiano, a parte la società autostrade.Speriamo che un giudice faccia luce su questo schifo, come al solito a danno dei meno abbienti, come tutte le cose in Italia

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