Il Primato Nazionale mensile in edicola

27-divani-natuzzi_370x210Bari, 12 mag. Alle volte ritornano. A produrre in Italia. E’ il caso dei noti divani Natuzzi, la cui produzione è stata negli ultimi anni pesantemente delocalizzata in Romania, lasciando a casa centinaia di operai che andrebbero definitivamente in mobilità il prossimo 15 ottobre.



La politica di tagli del personale e ristrutturazione della azienda non ha portato a sostanziali benefici. Ma l’intervento della società di nuova costituzione News (acronimo di Nord, East, West e South) sembra avere le carte in regola per rilanciare la produzione in terra pugliese. Numerosi sono in questi giorni i tavoli rotondi a Roma che vedono coinvolti i vertici della società, a capo della quale peraltro vi sono ex dipendenti della stessa Natuzzi, che ora operano in proprio specie per l’export, e rappresentanti delle istituzioni sia regionali sia nazionali.
Il fulcro dell’accordo che si sta delineando fra la Natuzzi e la News comporterebbe la graduale cessione a titolo gratuito degli stabilimenti attualmente inutilizzati in Puglia, facendo sì che la produzione di 130,000 pezzi l’anno torni dalla Romania in Italia, anche grazie a sostanziosi finanziamenti pubblici pagati in parte dal MISE in parte dalle Regioni di Puglia e Basilicata, volti ad implementazioni dei macchinari ed a corsi di aggiornamento per 500 dipendenti che verrebbero riassunti a tempo indeterminato. In questo modo la News si farebbe carico della parte più specificamente manifatturiera, e la Natuzzi si impegnerebbe all’acquisto ed alla vendita dei divani tramite la sua rete di vendita.

Il tutto porterebbe ovvi vantaggi per il territorio, nonostante il (miope) scetticismo dei sindacati. Se questo accordo andasse in porto, come è auspicabile, potrebbe essere un esempio virtuoso da seguire per l’imprenditoria italiana sotto diversi punti di vista: il livello di preparazione professionale della dipendenza unita allo spirito di iniziativa che ha permesso la nascita di una nuova realtà aziendale di ampio respiro, l’attaccamento al territorio, l’intervento positivo delle istituzioni, la difesa di un brand italiano noto e rispettato nel settore, la cessione gratuita di impianti industriali altrimenti in disuso a chi ci auguriamo ne saprà fare buon uso per tutti. Vien fatto di pensare che forse l’esempio di Carlo Vichi, riportato su Il Primato Nazionale qualche mese fa, non è passato del tutto inosservato.

Valentino Tocci



La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta