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Poste ItalianeRoma, 12 mar – Prende corpo il piano di riorganizzazione del settore dei recapiti di Poste Italiane. Ad annunciarlo l’amministratore delegato, Francesco Caio, sentito in audizione nella giornata di ieri presso la commissione lavori pubblici del Senato.

La parte più rilevante del piano riguarda gli uffici postali, che verranno ridotti di 455 unità, mentre altri 609 saranno oggetto di “razionalizzazione”. Al termine dell’operazione saranno 3800 i lavoratori che andranno in pensione, “quindi meno di 10 pensioni per ufficio postale chiuso”, ha detto Caio.

La necessità di intervenire in tal senso è dovuta alla progressiva erosione dei margini operativi. Il settore postale tradizionale -lettere e pacchi- sta progressivamente diventando un servizio ormai obsoleto, che impatta negativamente sui conti del gruppo. Poste Italiane riesce ancora a registrare utili consistenti (oltre un miliardo il risultato netto del 2013) solo grazie alla redditività dei servizi finanziari, assicurativi e di telefonia mobile.

“Senza interventi, finirebbe per mandare in perdita tutto il gruppo“, ha spiegato l’amministratore delegato. Se non si proseguisse sul piano di razionalizzazione, infatti, nel segmento postale e commerciale si registrerebbe da qui al 2019 un margine operativo netto negativo pari a quasi 2 miliardi, con effetti a cascata sull’intero bilancio di Poste. Ecco spiegata la necessità di “uno sforzo importante per invertire la rotta”.

Nessuna  scelta indiscriminata, in ogni caso. “Chiusure e razionalizzazioni -ha specificato sempre Caio- preservano la capillarità della rete e si attestano su parametri nazionali più restrittivi rispetto ai requisiti di legge”. Nel dettaglio dei numeri, una volta concluso il piano il 93% della popolazione (la legge richiede almeno il 75%) potrà contare su uno sportello nel raggio di tre chilometri, mentre oltre il 98% -rispetto al 97.5% previsto- potrà contare su un presidio entro sei chilometri.

La riorganizzazione non è tuttavia solo in senso peggiorativo. Caio ha infatti illustrato anche le novità relative al cosiddetto “postino telematico“, che entro il 2016 dovrà raggiungere l’intero territorio nazionale. Tramite questo servizio aggiuntivo gli utenti potranno compiere una serie di operazioni, quali ad esempio il pagamento dei bonifici o la ricarica delle carte prepagate, senza la necessità di recarsi fisicamente in filiale. Le scelte, pur dolorose, fanno parte della strategia di medio termine che vedono Poste Italiane preparasi allo sbarco borsa entro la fine dell’anno.

Filippo Burla

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