Roma, 19 nov – Che le decisioni politiche per il contrasto del Covid 19 non abbiano ormai più alcun legame con la situazione sanitaria è ogni giorno più palese. Probabilmente nemmeno ce l’hanno mai avuto, considerato che sono ormai anni che invece di discutere su come potenziare la sanità pubblica si parla esclusivamente di misure per il controllo sociale. Premesso questo non stupisce più di tanto il rifiuto da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) a riconoscere i vaccini non prodotti da multinazionali private anglosassoni quali il russo Sputnik V e il cinese Sinovac.



La geopolitica dei vaccini americana dietro al mancato riconoscimento di Sputnik e Sinovac

Ufficialmente il processo di approvazione da parte dell’Ema è in corso da tempo per entrambi i vaccini, ma nei fatti risultano bloccati a tempo indeterminato per motivazioni non certo sanitarie ma bensì geopolitiche. Russia e Cina sono due competitor con i quali gli Stati Uniti stanno portando avanti un duro confronto internazionale e anche lo stop ai vaccini è da leggersi come una misura di contenimento della loro influenza in Europa.

400 milioni di euro persi in estate per il mancato arrivo dei turisti russi

Come al solito sarà l’Italia a pagare il prezzo più alto per la scelta della Ue di farsi fedele esecutrice delle volontà d’oltreoceano. Il mancato riconoscimento di questi vaccini ha infatti completamente bloccato l’arrivo nel Belpaese dei turisti russi e cinesi che, soprattutto dal punto di vista della capacità di spesa, fanno numeri del tutto non trascurabili per il settore. Secondo una stima di Coldiretti il mancato via libera allo Sputnik V avrebbe fatto perdere nel solo trimestre estivo circa 400 milioni di euro spesi per alberghi, ristoranti, locali, negozi etc dai 380mila turisti russi che erano soliti venire in vacanza in Italia prima della pandemia.

Gli appelli sul tema si moltiplicano a livello politico ed economico, soprattutto da parte delle regioni più colpite come Toscana e Emilia Romagna, ma niente sembra smuoversi. E pensare che in Italia abbiamo sotto gli occhi il caso San Marino, la piccola città-stato prima in Europa ad essere diventata Covid-free grazie al vaccino Sputnik.

Al momento sono oltre 80 i Paesi nel mondo ad aver approvato il vaccino russo Sputnik V, tra i quali stati europei come Ungheria, Albania, Serbia e quasi tutte le nazioni asiatiche e sud-americane, e oltre 100 ad aver dato l’ok al cinese Sinovac.

Lorenzo Berti

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