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Roma, 5 dic – “Non è il padrone della diligenza ad introdurre la ferrovia”. Con queste parole l’economista austriaco Joseph Schumpeter spiegava il senso della cosiddetta “distruzione creativa“, da lui definita come la “tempesta perenne del capitalismo”. Parliamo di quel percorso per cui nuove imprese tendono “naturalmente” a soppiantare le preesistenti, in un continuo mutamento di paradigmi anche e soprattutto di natura tecnologica. Concetto che dalle parti di Eni non sembra però aver fatto molto presa.

Dalle parti del cane a sei zampe non hanno letto Schumpeter? O forse a San Donato Milanese sono capaci – molto più della teoria – di interpretare i cambiamenti in corso? E’ solo così che possiamo analizzare i corposi investimenti che sta conducendo Eni nel campo della transizione energetica. Ultimo in ordine di tempo l’ingresso nel maxi progetto Dogger Bank.

Eni entra nel più grande parco eolico al mondo

Parliamo di un gigantesco parco eolico del Mare del Nord. Il più grande in costruzione al mondo: 190 turbine per un totale di 2,4 GW di potenza installata. Sufficiente per soddisfare, a regime, il 5% della domanda elettrica del Regno Unito, fornendo energia a circa sei milioni di famiglie. Eni ne ha rilevato il 20% con un esborso pari a quasi 450 milioni di euro, che diventeranno 1,3 miliardi quando la centrale sarà ultimata. Abbastanza per totalizzare metà degli investimenti previsti nel piano al 2050.

L’investimento di Eni nell’eolico – accanto a colossi del calibro di Equinor, la ex Statoil compagnia nazionale della Norvegia – non è però solo di natura finanziaria. L’amministratore delegato, Claudio Descalzi, ha puntato soprattutto sulla possibilità di acquisire specifiche competenze in materia. Questo al fine di sviluppare sempre più l’ambizioso piano che vuol fare dell’azienda una realtà focalizzata non sul solo settore petrolifero. Il quale non verrà comunque abbandonato, come testimoniano anche i recenti successi esplorativi.

Filippo Burla

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5 Commenti

  1. […] Roma, 6 dic –  Il tre dicembre scorso Eni e le organizzazioni sindacali aziendali hanno sottoscritto un nuovo protocollo di relazioni industriali denominato “Insieme”. Nel 2020 parlare di contrattazione collettiva può sembrare un’utopia, eppure la società di San Donato Milanese ha accettato questa sfida, così come sta facendo nel campo della transizione energetica. […]

  2. […] Roma, 6 dic – Il tre dicembre scorso Eni e le organizzazioni sindacali aziendali hanno sottoscritto un nuovo protocollo di relazioni industriali denominato “Insieme”. Nel 2020 parlare di contrattazione collettiva può sembrare un’utopia, eppure la società di San Donato Milanese ha accettato questa sfida, così come sta facendo nel campo della transizione energetica. […]

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