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eni versalisRoma, 22 giu – Si interrompe la trattativa per la cessione della maggioranza di Versalis, consociata di Eni attiva nel settore della chimica, al fondo americano SK Capital. A comunicarlo, in una nota, la società guidata da Claudio Descalzi.



“Eni e il fondo americano SK Capital – spiegano da San Donato Milanese – hanno convenuto di porre fine alla trattativa per la cessione di una quota di maggioranza delle azioni di Versalis avendo constatato l’impossibilità di trovare un accordo su alcuni punti negoziali tra cui, in particolare, la futura governance della società”. Il punto di scontro non sembra quindi essere stato né il prezzo né le modalità dell’ingresso di Sk Capital in Versalis, dato che il fondo, pur non essendo investitore industriale, è  già presente nella chimica per cui non difetta delle competenze necessarie allo sviluppo del settore.

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Eni puntava, invece, a mantenere un ruolo attivo nella società, una sorta di controllo su investimenti – gli 1.2 miliardi promessi dagli americani – mantenimento del focus sui prodotti a valore aggiunto, oltre alla conservazione dei livelli occupazionali (e parliamo di oltre 7mila lavoratori) per almeno cinque anni. Per fare ciò, pur senza la maggioranza delle azioni Versalis, il fondo avrebbe dovuto concedere ampi margini al Cane a sei zampe, spazi sui quali non è stato raggiunta l’intesa. “Eni pertanto – conclude brevemente la nota della società – dalla prossima semestrale tornerà a consolidare integralmente Versalis nei conti di gruppo“. La storica realtà della chimica non rientrerà più all’interno delle cosiddette “discontinuing operations”, vale a dire le attività destinate alla vendita. Elemento non da poco: significa che, nell’assenza di un compratore seriamente intenzionato a portare avanti l’ambizioso piano di sviluppo Eni, sarà quest’ultima a farsene carico, con anche un occhio al portafogli. Se negli ultimi 10 anni ha dovuto assorbire qualcosa come quasi 6 miliardi di perdite, è anche vero che dopo questo periodo di crisi nerissima Versalis sembra aver imboccato un sentiero virtuoso: il 2015 si è chiuso con risultati lusinghieri, con trimestri su trimestri (fino all’ultimo, il primo del 2016) in costante miglioramento verso il punto di pareggio.

Filippo Burla

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