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Roma, 9 ago – Il green pass si sta rivelando un flagello per l’economia italiana. Tutto prevedibile e ora attestato dai primi dati sugli effetti del certificato verde. Dai ristoranti ai parchi di divertimento, i segnali sono tutt’altro che incoraggianti. “I dati confermano le peggiori aspettative: nel primo weekend del green pass i parchi divertimento italiani perdono in media il 50% degli ingressi rispetto al fine settimana precedente”. A evidenziarlo è l’Associazione Parchi permanenti italiani, che aderisce a Confindustria. Un calo, si rimarca, dovuto nella fattispecie a un motivo sin troppo ovvio: la gran parte dei frequentatori dei parchi di divertimento sono giovani e giovanissimi, ovvero una fascia della popolazione tra le meno vaccinate.



Così il green pass affossa i parchi di divertimento

“Non siamo pregiudizialmente contrari al green pass, personalmente punto a rendere Leolandia “Covid-Free” già dal prossimo autunno. “I tempi però – sottolinea Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia – non sono ancora maturi: non ci sono abbastanza vaccinati tra i giovani e, soprattutto, sufficienti dosi di vaccino per rispondere alla domanda. Chiediamo al Governo, che ha voluto a tutti i costi inseguire il modello francese, di farlo fino in fondo: in Francia l’età minima per presentare il green pass è stata alzata a 18 anni e, soprattutto, in autunno sono già previsti ristori pari all’80% delle perdite subite per le aziende più danneggiate dal provvedimento”. Mentre in Italia “l’unica certezza sono le perdite: molti parchi sono sull’orlo del fallimento nella pressoché totale indifferenza delle istituzioni”, fa notare Ira. Di conseguenza “se il trend sarà confermato, le imprese saranno costrette a sospendere la stagione, licenziando migliaia di lavoratori”.

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Cinema: -90% di spettatori

Ma il green pass è devastante anche per le sale cinematografiche. “Perdere il Ferragosto per i cinema è come perdere il Natale, i film per ragazzi sono deserti per via del pass”, fa notare il presidente di Anec (gestori delle sale) Alberto Passalacqua. D’altronde, stando ai dati riportati dalla piattaforma Cinetel, i cinema nell’ultima settimana segnano un -90% di spettatori.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Voglio dire una provocazione: il Green pass, fatto in questa maniera, così esteso non è molto diverso e per alcuni è addirittura “peggio” di terribili lockdown. Almeno per alcune categorie.
    Io sono contrario ai lockdown.. voglio solo segnalare un “assurdo”. Il lockdown è una misura limitata nel tempo, in alcuni paesi sono stati “circoscritti” ad aree critiche, non estesi a una intera nazione. Al contrario il green pass per “tutta la vita”, come vorrebbero farlo, discriminando milioni di persone, ovvero di potenziali clienti, è una misura altrettanto invasiva. Se in una comitiva di 10 persone, anche uno solo non è vaccinato, evitano.. e vedono il film in una casa comprandolo su internet. Sarebbe economicamente sconvenient far spendere un sacco di soldi in tamponi. Molti film a stento valgono il costo del biglietto, sveglia!(detto a chi fa parte delle categorie). Oltre al fatto che una persona può rifiutarsi di fare un tampone per un cinema. Poi se si lamentano del fatto che le persone non vanno al cinema, sono solo degli ipocriti.Pensate che il governo italiano ha partorito questo abominio proprio in estate in assenza di una vera emergenza.. e nell’unica stagione nella quale, alcune categorie economiche, si riprendevano.
    Questo per dire che i politici italiani sono “maestri” nel fingere di liberare delle persone, per poi togliergli ancora più diritti, e renderli ancora più schiavi.
    Quelli che ci cascano sono davvero tonti… a mio parere.

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