Roma, 31 gen – Oltre due miliardi di euro spesi di tasca propria dagli italiani per fare i tamponi, pagati anche a prezzi sopra la media. E’ una delle spese dell’era Covid a cui sono stati costretti i cittadini. Il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta. Dalla ricerca è emerso che da marzo 2020 ad oggi sono circa 26,8 milioni i maggiorenni che hanno fatto uno o più tamponi a pagamento, con una spesa media pro capite di circa 76 euro.

Due miliardi spesi per i tamponi, anche a prezzi sopra la media

Dall’indagine risulta che per quasi un italiano su cinque l’importo pagato per i tamponi è stato ben più alto della media. Nel dettaglio, 3,4 milioni di cittadini hanno speso tra i 100 e i 200 euro, mentre quasi due milioni hanno dovuto mettere a budget più di 200 euro. Le fasce anagrafiche che in media hanno pagato di più sono i 25-34enni (93 euro) e i 45-54enni (81 euro). Se andiamo a vedere la suddivisione in base al territorio, sono i residenti nel Centro Italia che in media hanno speso di più per fare tamponi a pagamento (81 euro). Il costo ha gravato sui lavoratori (80 euro) e anche sui disoccupati (60 euro).

Al primo posto il test rapido, segue il molecolare, terzo il test fai da te

L’indagine rivela che il 51% ha dichiarato di aver fatto un test rapido in farmacia o presso altra struttura sanitaria. Il 36% un molecolare mentre il 32% un rapido in auto somministrazione, per una media di oltre sei tamponi a testa. Un dato significativo è che che di questi sei tamponi ben quattro sono stati fatti negli ultimi tre mesi. Pertanto gran parte dei costi si sono concentrati in questo periodo. Ciò significa che se – come detto – in media gli italiani hanno messo a budget 76 euro per verificare la positività al virus, 52 euro sono stati spesi solo negli ultimi tre mesi.

Non solo contatti con i positivi e lavoratori, due milioni l’hanno fatto per semplice paura

Nello specifico, nella maggior parte dei casi il campione ha fatto il tampone a seguito di un contatto con un soggetto positivo (35,1%), perché non si sentiva bene (30,6%). Oppure, anche senza averne obbligo, perché un parente/conoscente aveva avuto un contatto con un positivo (19,6%). Sono ben 3,6 milioni quelli che lo hanno fatto per poter lavorare a causa dell’obbligo di green pass. Ultimo dato, molto indicativo del clima creato ad arte da media schierati e governo, ben due milioni di persone hanno fatto il test per semplice paura.

Non è l’unica spesa Covid che grava sulle famiglie italiane

Come se non bastasse, poi, a svuotare le tasche degli italiani non sono solo i tamponi. “Il costo dei tamponi è solo una delle spese che, causa pandemia, hanno iniziato a gravare sulle famiglie italiane“, spiega Irene Giani, responsabile polizze vita e salute di Facile.it. “Un aiuto economico in questo senso può arrivare dalle assicurazioni a tutela della salute – dice la Giani cogliendo l’occasione per farsi pubblicità-. Generalmente il tampone non è escluso dalle coperture per esami diagnostici, ma occorre un certificato medico che dichiari che serve per avere conferma della diagnosi di Covid. Se si tratta di un tampone effettuato prima di un viaggio, invece, è bene sapere che alcune polizze ne rimborsano il costo in caso di positività”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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