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img1024-700_dettaglio2_Ente-Nazione-Idrocarburi-Palazzo-EniRoma, 12 gen – Eni rafforza la sua posizione in Egitto. Con la firma di un nuovo contratto di concessione esplorativa, il gruppo petrolifero nazionale si é aggiudicato il diritto ad operare nel blocco Southwest Melehia.

Il blocco copre un’area di 2.058 chilometri quadrati e la concessione sarà operata da una joint venture partitetica fra Ieoc (controllata dal cane a sei zampe) ed Egpc. Eni é attualmente il primo produttore del paese, con 210mila barili di olio equivalente estratti ogni giorno. L’ottenimento della concessione segue di pochi mesi la messa in produzione del giacimento di gas naturale di DeKa, situato nel delta del Nilo.

“L’acquisizione di questo nuovo asset contribuisce, insieme ai successi esplorativi a olio a grandi profondità ottenuti in quest’area negli ultimi 2 anni, a consolidare ulteriormente la posizione di Eni in Egitto, paese storicamente e strategicamente importante”, si legge in una nota. La società di San Donato Milanese é presente nel paese nordafricano dal 1954, all’epoca del fondatore Enrico Mattei.

Nonostante il continuo calo dei prezzi del petrolio, con il Brent che nei giorni scorsi é anche sceso al di sotto della soglia psicologia dei 50 dollari al barile, e il fulmine a ciel sereno della cancellazione unilaterale del progetto South Stream, Eni prosegue così nel suo sviluppo in Africa e sponda sud del Mediterraneo.

Aiuta, in questo quadro, il fatto che la maggior parte dei giacimenti attualmente in sfruttamento garantiscono mediamente ritorni economici con un valore del greggio al di sopra dei 45 dollari. In secondo luogo, grazie ad avanzamenti tecnologici e allo aviluppo delle competenze specifiche negli ultimi anni si é poi ridotto in modo significativo il tempo che intercorre fra scoperta e messa in produzione dei siti, con consistenti vantaggi dal punto di vista del costo vivo degli imvestimenti. In ultimo va osservato che, a differenza dei propri principali competitori, Eni é meno esposta dal lato finanziario e più da quella dei progetti operativi. In sintesi: meno carta, più petrolio e gas naturale. Una scelta fatta a suo tempo e che oggi comincia a produrre i suoi effetti.

Filippo Burla

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