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Roma, 7 apr – Ci sono voluti quasi un mese di chiusura imposta per legge ed una serie di magre figure (come quella dei server Inps collassati), ma alla fine il governo è riuscito ad emanare un decreto per offrire sostegno alle imprese colpite dall’emergenza coronavirus. Nel corso del consiglio dei ministri tenutosi nella serata di ieri, l’esecutivo ha potuto finalmente studiare e mettere nero su bianco tutti gli strumenti necessari a garantire liquidità alle attività produttive, comprese quelle che pur non costrette alla serrata stanno comunque subendo i contraccolpi del rallentamento dell’economia.

30 miliardi di garanzie e 400 di liquidità

Stando a quanto riferito in conferenza stampa dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il decreto vale 30 miliardi di euro. Questo l’ammontare delle risorse che lo Stato mette a disposizione sotto forma di garanzia pubblica sui crediti. Una massa che, per il titolare di via XX Settembre, sarà in grado di mobilitare fino a 200 miliardi di fondi per il mercato interno e altrettanti per l’export.

Fanno in totale 400 miliardi: “Complessivamente – ha fatto notare Gualtieri – mobilitiamo fino a 750 miliardi di risorse garantite della Stato”, comprendendo nel conto anche i 350 annunciati il 16 marzo scorso. Se già quella somma era più che sospetta, non si capisce perché non dovrebbe esserlo anche questa volta.

Davvero tutti questi soldi?

Fughiamo subito ogni dubbio: il governo non ha messo in campo né 750 (in complesso) né 400 miliardi (con il decreto varato ieri). Queste stime di liquidità sono solo delle (ottimistiche) previsioni, legate al fatto che in presenza di una garanzia pubblica – sostenuta dal potenziamento del fondo centrale e dalla Sace, in orbita Cassa Depositi e Prestiti – sarà più agevole per il sistema bancario allargare i cordoni della borsa.

Qui si snoda uno dei primi punti. La liquidità non è erogata gratis et amore Dei, ma sotto forma di prestiti. Si parla così di garanzie al 100% per affidamenti fino a 25mila euro, che scendono al 90% per cifre superiori. Percentuali indubbiamente notevoli, ma che non necessariamente faranno rimettere in moto il meccanismo della trasmissione del credito: garanzia non significa obbligo. Perché il meccanismo si riavvii servirebbe, quantomeno, che via fosse una qualche forma di domanda. Lecito chiedersi da parte di chi, ad aziende chiuse e con un mercato (sia interno che estero) ancora bloccato e che non si sa quando potrà finalmente ripartire.

Certo, si può dire: questa liquidità sarà ossigeno nell’immediato dopo-crisi, quando con la progressiva riapertura delle attività produttive potremo finalmente cercare di tornare alla normalità. Nel frattempo, però, ci ritroveremo con imprese – e imprenditori, partire Iva incluse – gravate da ulteriori moli di debito, sia pur garantito. Un debito contratto, nella migliore delle ipotesi, per sopravvivere e non certo per investimenti.

Ammesso – in ultimo – che questa liquidità di cui si magnificano le sorti venga veramente erogata, con le banche anch’esse a mezzo servizio e in attesa, oltre che del decreto, anche delle relative modalità d’attuazione. Tra esse, secondo quanto trapela, si parla di prestiti che non posso superare il 25% del fatturato, a fronte di cali che nella migliore delle ipotesi sono anche di tre volte tanto. E di fronte ai quali non vi è, tra le altre cose, alcuna certezza dal lato della sospensione (cosa ben diversa dal generico rinvio delle scadenze) delle imposte, che quando si ripresenteranno potrebbero assorbire buona parte della liquidità messa a disposizione. Senza poi considerare il rischio che, in caso di insolvenza (l’azienda che non riapre o che lo fa a prezzi salatissimi: un’eventualità da non escludere, anzi) e al netto delle spalle coperte dallo Stato, parte di questi crediti possano trasformarsi in non performing loans, aggiungendo alle criticità quella per cui gli istituti potrebbero nemmeno essere così invogliati ad aprire il portafogli.

Filippo Burla

14 Commenti

  1. Ho letto su siti alternativi che come previsto questa crisi, attuata probabilmente da poteri occulti deviati tramite un possibile virus di laboratorio, servirà a rimpinguare nuovamente i bilanci delle banche private, opportunamente svuotati dopo la crisi del 2008 al fine di indebitare ulteriormente gli stati e schiavizzarli totalmente.Senza il virus sarebbe stato rifiutato un ulteriore aiuto alle aziende bancarie dato che alle altre aziende non viene dato alcun aiuto pubblico.
    Questi poteri della massoneria oligarchica (contrapposta a quella democratica) le cui elites controllano la produzione a costo zero e privata del denaro avranno da questa “crisi” anche il vantaggio di
    -mettere in difficoltà Trump nelle elezioni di questo Novembre(non sono riusciti a farlo passare per spia russa negli ultimi 2 anni nè a rimuoverlo questo Gennaio con un impeachment assurdo relativo ad una telefonata mal riportata da una loro gola profonda anonima);
    -controllare ogni nostro futuro movimento singolo e di gruppo, anche una volta fuori dai domiciliari, con satelliti spia
    -partire con vaccinazioni promosse da gente come Bill Gates il cui nonno era già uno dei boss della eugenetica e socio di Rockfeller.Il nonno sembra che fu colui dietro alla epidemia “spagnola” che fece milioni di morti e fu dovuta ad un vaccino contro il meningococco che infetto’ le prime migliaia di vittime.Ricordo che dagli anni 80 non si replicano e producono piu’ i vaccini in uova di pollo ma in embrioni di feti il cui dna e’ per natura repulsivo verso quello della madre per staccarsene!Molte malattie come quelle autoimmuni o autistiche sembrano correlate ai vaccini, per non parlare dell’ alluminio in essi contenuti che attrae le onde elettromagnetiche e cio fà ammalare.
    Vi sono altri obiettivi che sono poi specifici a certi paesi come;
    -dare un messaggio alla Russia dei potenziali danni che le possono derivare(ma qui si sbagliano perchè i Russi oggigiorno non si fanno certo piu’ mettere sotto da satanisti)
    -demolire ulteriormente l’Iran
    -mettere in difficoltà la Cina
    -dare un messaggio all’ Italia che aveva di recente fatto accordi con Cina e Iran
    -dare un messaggio alla Corea del sud che si stava avvicinando ad una soluzione con quella del nord e ad un accordo con i cinesi

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