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Roma, 30 gen – Prenderà il via lunedì 1 febbraio la lotteria degli scontrini. L’ultimo ritrovato in termini di lotta all’evasione fiscale. Quasi un muro di gomma contro il quale qualsiasi governo è finito immancabilmente per schiantarsi. Anche se i proventi della lotta al sommerso sono sempre maggiori, l’impressione è che non si faccia mai abbastanza. Da qui nasce l’inventiva. La quale però finisce, in ultima analisi, per concentrarsi sulla proverbiale pagliuzza senza riuscire a vedere la trave.

I numeri della lotta all’evasione

Iniziamo dai numeri. Dal 2006 in avanti le somme recuperate dal “nero” sono in costante crescita. 4,4 miliardi all’inizio, poi un climax fino agli attuali 20 miliardi (circa) l’Agenzia delle Entrate riesce a mettere insieme dall’attività di contrasto. Quasi cinque volte tanto rispetto a poco più di 10 anni fa.

Viste le statistiche sarebbero lecito dedurre che le pratiche elusive del fisco siano sotto un fuoco che le costringe ad un lento ma costante arretramento. Non certo in espansione. Eppure ciò non impedisce al governo di turno di mettere in piedi sempre nuovi strumenti.

Lotteria degli scontrini al via il 1 febbraio. Non servirà a nulla

Così, come detto, la lotteria degli scontrini il 1 febbraio prenderà il via. Il meccanismo di funzionamento è abbastanza semplice. Può partecipare ogni maggiorenne che paghi con mezzi elettronici un corrispettivo superiore ad un euro. Ogni scontrino avrà un codice identificativo che permetterà, da marzo, di partecipare alle estrazioni periodiche. Ricchi premi e cotillons.

Servirà a combattere l’evasione? Gratterà senza dubbio una manciata di milioni di euro in più. Cifre comunque incapaci di spostare l’asticella delle esigenze di finanza pubblica. In due parole, per rispondere alla domanda: assolutamente no.

La vera evasione è quella “legalizzata” (e made in Ue)

Il motivo è presto detto. Perché nel frattempo, mentre il governo mettere sott’occhio i piccoli negozianti (come se stessero passando un periodo felice, in attesa di ristori che non arrivano e quando lo fanno assomigliano ad un’elemosina), camionate di miliardi – letteralmente – che non passano dall’esercente che incassa sottobanco, né dall’idraulico che non rilascia fattura, prendono le vie di altre nazioni. In modi perfettamente legali, intendiamoci. Ma non per questo più accettabili.

Una sorta di evasione concessa e tollerata, quella per cui ogni anno oltre 6 miliardi di euro sfuggono al nostro fisco. Per finire, principalmente (5,5 miliardi), in altre nazioni dell’Unione Europea. Lussemburgo e Irlanda in testa, seguite da Olanda e Belgio. Giusto per dare un’idea: limitatamente ai 5,5 miliardi “made in Ue”, considerando una spesa da 25 euro di cui dunque (con pressione fiscale al 40%) 10 destinati all’erario, bisogna totalizzare la bellezza di oltre 500 milioni di ricevute non emesse. Siamo quasi sicuri che dal 1 febbraio la lotteria degli scontrini non sarà minimamente in grado di totalizzare queste cifre. Sarebbe semmai da mettere in discussione la libera circolazione dei capitali. Uno dei pilastri dell’architettura comunitaria. Quella per cui si tollera l’evasione (pur legalizzata, ripetiamo) di cui beneficiano alcuni a scapito di altri. Comportandosi da parassiti ma atteggiandosi da moralizzatori.

Filippo Burla

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1 commento

  1. per non parlare delle rimesse estere di milioni di immigrati che di integrarsi qui da noi NON
    nel vogliono sapere,
    ma nel contempo (oltre che ingrassare varie mafie e fare danni delinquentando in giro per l’italia)
    innescano una speculazione al ribasso sul costo della manodopera…
    facendo dumping salariale,
    e per giunta spostando all’estero quasi tutto quel che guadagnano qui in italia,
    impoverendo tutti noi.

    da qualche parte avevo letto che sono in badanti conviventi (cioè che vivono a carico e in casa dei loro datori di lavoro)
    escono più di seicento milioni di euro all’anno,
    e vanno a finire in moldavia,romania,
    filippine ecc.

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