tsipras troikaAtene, 14 feb – Niente più “Troika“, niente più “Memorandum”. La presunta rivoluzione di Tsipras incassa l’unica vittoria per ora solo sul lessico.

“La troika non esiste più”, ha spiegato Tsipras, spiegando che la cancellazione del termine è uno dei punti dell’accordo preliminare, in vista dell’eurogruppo di lunedì, sancito dall’incontro di ieri fra il leader di Syriza ed il presidente Jeroem Dijsselbloem.

Cosa cambia per la Grecia? Nulla, nella sostanza. La Troika, che riunisce Ue, Bce e Fmi, non sparirà dall’oggi al domani, ma nei documenti ufficiali verrà sostituita da un più generico “istituzioni”. Atene proseguirà così nelle trattative con i tre soggetti intervenuti nel piano di salvataggio varato nel 2010 e rinnovato nel 2011.

Analogo discorso per il celebre “Memorandum”, l’accordo con il quale Atene ha intrapreso la lunga ed estenuante serie di riforme portate avanti sino ad oggi. Anche qui, niente muterà rispetto a prima: Tsipras ha garantito che è determinato a “rispettare gli impegni” presi e che le scelte del governo “saranno messe in atto tenendo i bilanci in equilibrio e senza violare le regole comunitarie”.

L’operazione di cosmesi, ad uso principalmente della propaganda interna, non si riflettono però solo sulla terminologia. Anche le proposte portate avanti dal ministro Varoufakis non sembra potranno portare un grande sollievo alle finanze elleniche. Una su tutte, l’ipotesi di agganciare il rimborso dei prestiti internazionali alla crescita effettiva. Idea di logica e buon senso, ma in fin dei conti ridondante: la Grecia è cresciuta nel 2014 dell’1.7% e anche per l’anno in corso le prime stime hanno il segno positivo. Anche qualora la proposta fosse approvata, quindi, Atene dovrà comunque pagare.

Filippo Burla

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