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parmalat camionParma, 28 dic – I francesi di Lactalis, società controllata dalla famiglia Besnier, hanno lanciato un’offerta pubblica di acquisto sul 12,6% del capitale non ancora posseduto di Parmalat.

La scelta di rastrellare dal mercato le quote residue della realtà di Collecchio è quasi una formalità, dato che Lactalis controllava già il resto del capitale sociale dopo la scalata che fece conquistare ai transalpini la maggioranza di Parmalat nell’estate del 2011. L’operazione fu parte dell’inizio di una campagna acquisti francese da allora mai interrotta e mise nelle disponibilità del gruppo della Loira anche il tesoretto miliardario, messo da parte negli anni di gestione commissariale dopo il grave scandalo di inizio millenio, passato oltr’alpe senza colpo ferire. L’obiettivo ultimo di Lactalis è il delisting, vale a dire l’uscita di Parmalat dal perimetro di Borsa Italiana: un rapporto, quello con i mercati, non facile per la famiglia Besnier, schiva e riservata e non abituata a spartire informazioni con terzi, tanto che il colosso – perché di multinazionale si tratta – non fa capolino nemmeno sulla piazza di Parigi.

L’offerta sulle azioni rimaste in circolo è a 2,8 euro per titolo, con un “premio” dell’8,5% rispetto alla quotazione del 23 dicembre scorso.

Tramite l’operazione Lactalis intende così acquisire il controllo totalitario del gruppo fondato da Calisto Tanzi, nella convinzione che lo sviluppo di Parmalat “possa essere più agevolmente ed efficacemente perseguito con una ristretta base azionaria, piuttosto che con un azionariato diffuso, ed in una situazione, qual è quella derivante dalla perdita dello status di società quotata, caratterizzata da minori oneri e maggiore flessibilità gestionale e organizzativa”. Detta in altre parole: ora comandano i francesi, punto e basta.

Filippo Burla

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