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Roma, 21 giu – Paolo Savona, presidente della Consob dal 20 marzo 2019, ha espresso il suo punto di vista sul Mes in un’intervista al quotidiano La Verità. Il suo giudizio è negativo innanzitutto perché i fondi del Meccanismo europeo di stabilità, in quanto prestiti, gravano direttamente sul rapporto debito/Pil, originando effetti “immediati” e “nefasti”. In secondo luogo critica l’UE per la mancanza di aiuti a fondo perduto nei confronti delle nazioni più gravemente colpite dalla crisi economica dovuta alla pandemia.

La ricetta di Savona per la ripartenza

Rispetto alla chiusura operata nei confronti del Mes, Savona sembra aprire uno spiraglio al Recovery Fund, infatti “se fosse sotto forma di donazioni a fondo perduto, come sembra ma è tutto da decidere, dovremmo darci da fare per ottenerle”. Tuttavia questo strumento è ancora molto lontano dall’essere definito, infatti durante l’ultimo Eurogruppo di appena due giorni fa è emerso, per l’ennesima volta, l’egoismo caratteristico di questa Unione.

Durante l’intervista Savona ha proposto di emettere titoli senza scadenza con una rendita garantita del 2%, così da finanziare la ripartenza economica attraverso l’investimento volontario del risparmio. L’economista ha poi aggiunto: “Il titolo irredimibile non entra nel calcolo del rapporto. Rinunciare a uno strumento così può portare a dover aumentare le tasse”. Secondo lui è essenziale che i fondi emessi non figurino nel rapporto debito/Pil, così da non far apparire la nazione più in difficoltà economica agli occhi del mondo.

Gli italiani schiacciati da Conte e dall’Ue

Il suo discorso sottintende la tesi secondo cui il governo sarà obbligato ad aumentare la spesa per i cittadini al fine di finanziare la ripartenza. Per gli italiani oltre al danno arriva anche la beffa, infatti dopo aver subito ingenti perdite economiche durante il periodo di lockdown, a causa della pressoché nulla potenza di fuoco degli investimenti del governo Conte, la popolazione subirà anche una maggiore tassazione.

Nella sua seconda relazione annuale, oltre ad anticipare la proposta sull’emissione di un Titolo di Stato irredimibile, Savona ha riproposto l’attuazione di una moneta digitale, riaffermando l’apprezzamento mai nascosto nei confronti delle criptovalute: senza ombra di dubbio si tratta di una linea di pensiero particolare per un economista di ben 83 anni, apertamente favorevole all’avanzamento tecnologico in campo finanziario, producendo addirittura diversi studi su questo tema.

Qualsiasi siano le opinioni politiche, è auspicabile che si raggiunga in fretta un piano strutturato per la ripartenza economica delle nazioni dell’Unione, lasciando da parte, almeno per una volta, gli egoismi caratteristici dell’asse nord europeo. Di concreto, però, non è ancora stato ideato nulla, e allora gli aiuti targati Ue assomigliano sempre più alla famigerata potenza di fuoco del governo Conte, ossia un misero contentino.

Giacomo Garuti

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