Roma, 13 dic – Se vi state domandando perché, sui media, sia tornato di moda il pericolo fascista, leggete questo dato: secondo Eurostat, l’Italia è il Paese europeo in cui vivono più poveri, ben 10,5 milioni, su un totale a livello Ue di 75 milioni. Gli italiani che hanno difficoltà a fare un pasto proteico ogni due giorni o a riscaldare a sufficienza la casa e comprare abiti decorosi rappresentano il 14% del totale europeo e sono più dei 9,8 milioni di abitanti della Romania nella stessa situazione.

In termini percentuali, va detto, l’Italia è undicesima tra i 28 Stati membri con un 17,2% di indigenti sul totale. I Paesi europei con le maggiori quote di cittadini deprivati in relazione alla popolazione totale sono Romania, con il 49,7%, Bulgaria (48%), Grecia (36%), Ungheria (32%) e Lituania (29%). I Paesi nordici sono quelli che stanno meglio. La percentuale di indigenti sulla popolazione è solo del 3% in Svezia, del 4% in Finlandia e del 5% in Lussemburgo e del 6% in Danimarca. Secondo l’Istat, del resto, negli ultimi dieci anni i “poveri assoluti” – chi non è in grado di acquistare nemmeno beni e servizi essenziali – sono triplicati. Nel 2006 erano 1,66 milioni, l’anno scorso l’istituto di statistica ne ha contati 4,7 milioni. Tra cui 1,3 milioni di bambini. Se la cifra dell’Eurostat è più che doppia è perché prende in considerazione tutti i residenti “in stato di deprivazione”.

Ma che c’entra tutto questo con l’emergenza fascismo di cui si diceva all’inizio? Niente, appunto. Eppure qual è l’argomento su cui sembra maggiormente concentrato il governo e la stampa compiacente? La risposta la sapete da soli.

Giorgio Nigra

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