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Roma, 24 ott – Il Pil del quarto trimestre rischia, a causa della recrudescenza dell’epidemia di coronavirus, di contrarsi fra i 3 e gli 8 punti percentuali. Questa la stima dell’Ufficio parlamentare di bilancio all’interno della nota sulla congiuntura di ottobre, nella quale traccia un quadro a tinte fosche sulle (ormai scarse) speranze di ripresa.

Nessun recupero nel quarto trimestre

Pur con un elevato margine di incertezza – ad oggi dobbiamo fare i conti “solo” con restrizioni limitate nel tempo e nello spazio, anche se aleggia sempre lo spettro di un nuovo lockdown su scala nazionale – sono stati elaborati “diversi scenari alternativi epidemiologici e tenendo conto della relazione statistica storica con le misure restrittive adottate durante la prima ondata”, si legge nella nota.

L’Upb può così stimare che “che gli effetti negativi sul PIL del quarto trimestre potrebbero andare da circa tre punti percentuali, in uno scenario meno sfavorevole, a otto punti nello scenario maggiormente avverso“. Una proiezione per la quale “implicitamente si assume che le funzioni di reazione delle autorità (per le misure di restrizione) e degli individui (per i comportamenti di famiglie e imprese) si mantengano analoghe, il che non è scontato”. Senza considerare poi che “oggi rispetto alla prima ondata le strutture sanitarie e la popolazione siano maggiormente preparate e informate, per cui anche i costi economici potrebbero essere minori”.

Pil 2020 giù di altri due punti. E il 2021…

Il mancato “rimbalzo” dell’ultimo trimestre si rifletterebbe sensibilmente anche sulle stime del Pil dell’intero 2020. Se non più tardi di inizio settembre il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – già noto alle cronache per i conti più che sballati – si diceva ancora fiducioso che la caduta non avrebbe toccato la doppia cifra, l’ottimismo rischia oggi di sembrare decisamente fuori luogo: “La variazione del PIL nel complesso del 2020 ne risulterebbe intaccata – scrive infatti l’Ufficio – da uno a due punti percentuali“. Una contrazione che rischia di riverberarsi anche nell’immediato futuro, in quanto “gli effetti sarebbero maggiori sulla variazione percentuale del 2021 in quanto il quarto trimestre ha un impatto statistico più forte sulle dinamiche dellanno successivo”.

Nicola Mattei

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