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Roma, 29 dic – L’inchiesta sul fallimento di Alitalia sta per giungere ad un punto di svolta. Fra pochi giorni, infatti, sarà possibile leggere gli avvisi di conclusione delle indagini che la Guardia di Finanza recapiterà ai diversi indagati. Fra i tanti capi di imputazione, raccolti in quasi due anni di investigazioni, il più grave è senza dubbio quello dì bancarotta fraudolenta.

Proprio del suddetto reato sono accusati i tre manager che hanno tenuto in mano le redini dell’azienda dal primo gennaio 2015 al 2 maggio 2017, pochi giorni prima di quell’11 maggio 2017: data resa tristemente nota dalla dichiarazione di insolvenza di Alitalia. Silvano Cassano, Luca Cordero di Montezemolo e Mark Ball Cramer, secondo il procuratore Andrea Vardaro e i pm Allegra Migliorini e Mirko Piloni, della procura di Civitavecchia, e Gustavo De Marinis, della procura di Roma, sono i tre personaggi che hanno spinto la compagnia aerea verso un inesorabile baratro.

I “buchi” della gestione privata

Tutto cominciò con la gestione araba di Alitalia, quella che faceva capo ad Etihad che, nel 2015, entrò nel capitale sociale con il 49% lasciando la maggioranza alla Cai-Midco. Della holding finanziaria facevano parte istituti di credito come UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Intesa San Paolo e altri colossi del mondo dell’imprenditoria come Atlantia della famiglia Benetton.

Sotto la lente di ingrandimento delle procure è finita anche la gestione commissariale a cui presero parte due commissari, nominati da Carlo Calenda, i quali erano stati coinvolti anche nella amministrazione ordinaria della compagnia di bandiera. Ai tempi del commissariamento, per l’appunto, le poltrone del consiglio di amministrazione erano occupate, oltre che da Montezemolo, anche da tre manager di Etihad (l’ad Ball Cramer, appunto, il vicepresidente James Hogan e James Righetti) e da Giovanni Bisignani, Federico Ghizzoni, Gaetano Micciché e Luigi Gubitosi. Le scelte poco oculate e molto dispendiose, condite da fumose manovre di gestione, a cui si somma il sospetto di falsi contabili, hanno comportato un accumulo di quasi 900 milioni di euro di debiti per Alitalia. Al 28 febbraio 2017 il patrimonio netto, negativo, della compagnia era stimato a 111 milioni di euro.

I conti salati scaricati su Alitalia

Proprio durante la fase di forte perdita dell’azienda, non sono mancate spese culinarie
decisamente molto scellerate. Prova ne sono le fatture, agli atti del procedimento, emesse da Relais le Jardin, rinomata ditta romana di catering, le quali offrono esattamente idea di cosa voglia dire bruciare denaro. Per una pausa caffè del Consiglio di amministrazione (16-17 maggio 2016) e un pranzo leggero – dal conto pesante – Alitalia pagò 1.537 euro. Per un caffè di benvenuto, in un importante studio legale di Roma, furono pagati 1900 euro. Per un pranzo abituale, la media di euro spesi era di circa 1500 al giorno. La pausa caffè più economica veniva non meno di 900 euro. Spiccioli in confronto ai 72mila euro, spesi dalla società, per il mega evento del 18 maggio 2016 presso l’Auditorium Parco della Musica a Roma. Solo per il cocktail pomeridiano furono necessari 25 mila euro, ai quali vanno sommati altrettanti per allestimenti e servizi vari e 3.800 euro per i “67 metri di barriera verde”. Sempre lo stesso giorno vennero sborsati 27mila euro per un banchetto presso lo Spazio Nazionale eventi. La vulgata vuole che per mangiare bene sia giusto non badare a spese, peccato che il risultato sia stata una grande abbuffata che ha contribuito a mandare a fondo Alitalia.

Alessandro Boccia

30 Commenti

  1. se questa antica e meravigliosa Azienda si trova in queste rovinosa situazione lo dobbiamo al PRODI, e tutta la cricca cattocomunista, che per anni ha rubato sulla pelle dei reali dipendenti, quelli che si facevano il culo negli scali, nelle officine ed in volo,mentre un esercito di parassiti assunti per meri fini politici, rubavano e coprivano chi al di sopra di loro permetteva di rubare.Grazie ai vari sindacati , questo è la verità di chi ha messo il culo di un aereo AZ per molti anni

  2. Scusate , ma QUANTI erano ????? a ste pause/pranzi e …. qual’ era il menù ????

    o sono solo sovra fatturazioni , quindi indagato deve essere pure il ristoratore colluso …..

    per esempio :
    1 caffè 1 € …. quindi erano in 1.500 ???? fai 3 € per il “servizio” stiamo sempre a 750 persone !!!!

    … e i bilanci ? chi li controllava ???? indagate pure il certificatore , o no ????

  3. Giustamente bisognerebbe capire quanti erano gli invitati e per che scopo???
    Il mero importo seppure alto ci dice poco.
    Se gli invitati erano 3.000 hanno speso pure poco.

  4. Sono 50 anni che Alitalia e un magna–magna in tutti i modi possibili, reso possibile da tutti quei cornuti di politici nei tempi succedutisi!!

  5. Non si può mangiare un pasto senza la monteprezzemolata,poi parlano di Berlusconi,almeno lui mangia solo peli di patata

  6. L’articolo segnala, a mio parere, che ho fatto il bilancio per una multinazionale europea, solo una delle cause è, probabilmente, una tra le minori.
    Mi chiedo: “sarà, per una società di tale portata e ruolo a livello nazionale, mai stata preso in reale considerazione la definizione di un tetto massimo agli stipendi manageriali essendo in dissesto finanziario”? La risposta probabilmente la conosciamo tutti. Inoltre lo stipendio di tale categoria è stato proporzionato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento della situazione?

  7. Alitalia ha un patrimonio netto negativo quindi di fatto è una società che non esiste chissà da quanti anni. Chi ha agito lo ha fatto sotto la propria personale illimitata responsabilità sia nei confronti della Alitalia stessa sia nei confronti dei fondi pubblici utilizzati. Mi domando come mai nessun organo inquirente ancora non ha constatato questo dato di fatto.

  8. …. E poi sono i lavoratori che costano e su di questi si effettuano i tagli mentre ai piani alti si sperpera denaro e a questi dirigenti dopo aver fallito il loro compito e fatto solo danni gli si elargiscono liquidazioni da capogiro. MAQUELLICHECOSTANOSONOILAVORATPRI!!!!!!!!…….

  9. Difficile far funzionare una azienda in deficit quando un A. D. lascia dopo un anno e si liquidailioni di euro di buonuscita. Ma come mai a questa gente non viengino congelato stipendi e buon uscite per eventuali recuperi di disavanzi visto che hanno male amministrato l’azienda?

  10. Come sempre in Italia si pensa a pranzi,cene,pause caffè e ferie mentre nelle altre nazioni si pensa a lavorare ecco il motivo perché siamo quasi ultimi in Europa vergogna comunisti buffoni.

  11. Fazioso e ignorante. Per capire che in Alitalia hanno mangiato tutti, ma proprio tutti, basta scorrere i cognomi dei funzionari e dirigenti. Parenti vicini e lontani di politici romani e non. Quando c’è da mandare a fondo un’azienda pubblica, tutti fanno la loro parte. Anche chi ha il tricolore nel proprio simbolo.

  12. Mi fa so schifo leggere certe notizie e poi vanno in televisione a parlare per il bene del popolo e dei giovani. Ma non si vergognano loro e tutti quelli che li hanno sostenuti?

  13. Caffè?? Io ricordo un Milano – Londra e ritorno in business di 20 anni fa (il biglietto costava quanto lo stipendio di una segretaria aziendale) in cui all’andata ci dissero che nin potevano fare te o caffè perchè a Fiumicino avevan dimenticato di caricare l’acqua. Al ritorno la hostess infastidita dal dover compulare il form della catte di credito per il duty free a bordo, alla seconda riga lo stracciò dicendo: “chi se ne frega, tanto tra sei mesi mi prepensiono. Ah. Il prodotto è finito…”
    Mai più Alitalia e w Lufthansa.

  14. Bravo Andrea Boccia, ma dovresti anche denunciare quanto venivano o meglio rubavano questi personaggi in merito ai loro STIPENDI SUPER D’ORO. Più sbagliavano più venivano promossi, cose ASSURDE. Per il Sig. MONTEZZEMOLO, mi risulta che la dove è stato messo per migliorare l’azienda, questa è fallita, eppure è stato ancora oggi nominato come Ad nelle migliori aziende SPA. Ma chi controlla questi soggetti? e perché nessuno gli fa restituire ciò che hanno indebitamente percepito?. Grazie Valter da Torino

  15. Se colpevoli, questi gentiluomini dovrebbero rimborsare 111milioni di euro. Hanno un patrimonio che va ben oltre l’importo negativo che hanno prodotto. Non sarà così. I nostri politici copriranno la perdita addebitandola agli italiani. È la regola: io rubo (vedi banche decotte) e gli italiani rimborsano. Siamo un popolo strano e queste sono le prove.

  16. Sembra sia accaduto nel paese dei balocchi …siamo in Italia …nn capisco perché se io faccio qualcosa fuori posto devo risponderne sempre …mentre per aver contribuito al fallimento di una compagnia di volo nazionale …nessuno paga per gli errori…nn mi interessa trovare solo i colpevoli ..devono rimborsare e pagare con i loro patrimoni ….questo ha senso…nessuno ha pensato ai politici che viaggiavano gratis perché politici…… iole

  17. Remo balestra, informati bene, stiamo pagando l’errore di Berlusconi che ha fatto saltare l’accordo coi francesi voluto dal governo di centro sinistra per formare l’accozzaglia italiana per finire come siamo ridotti adesso. Detto questo , troppi privilegi in Alitalia. Tutti a casa. Ti ricordi piloti in cassa integrazione che lavorano per compagnie straniere?

  18. Sono contrario alle privatizzazioni, ma vedendo poste italiane S. P. A. che matura ogni anno oltre il miliardo di utili ( a spese dei lavoratori) forse è il momento di finirla con le aziende statali controllate dalla politica.

  19. Quanta ipocrisia! I leaders politici usano il voto democratico che li ha eletti per nominare nelle società pubbliche manager che hanno il solo compito di spremere le società per far uscire dai bilanci tangenti da restituire ai politici per arricchimento personale.Tutto il resto sono balle.

  20. Questi personaggi li detesto. Ma se da questa accurata inchiesta emerge che il problema sia il panino col salame mangiato.. mi viene un po’ da ridere.

  21. Ma perché questi non vanno mai in galera e buttiamo a mare la chiave? Prodi alla gogna in pasto agli avvoltoi che serva da monito

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