Napoli, 31 mag – Non solo Mercatone Uno, la crisi delle grandi aziende in Italia sta prendendo una bruttissima piega nelle ultime settimane. A Napoli, lo stabilimento della Whirlpool, multinazionale americana produttrice di elettrodomestici, verrà ceduto. Una pessima notizia per i 430 lavoratori impiegati che adesso rischiano di perdere il posto di lavoro. “Whirlpool EMEA – si legge in una nota dell’azienda – intende procedere con la riconversione del sito di Napoli e la cessione del ramo d’azienda a una società terza in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano”.

Di Maio smentito

Una vera e propria doccia fredda per i lavoratori, che hanno immediatamente fatto scattare la protesta, con i dipendenti dello stabilimento di Varese che per solidarietà hanno annunciato uno sciopero spontaneo. Dure le critiche delle sigle sindacali che parlano di comunicazione “senza preavviso”. E dire che lo scorso ottobre la Whirlpool aveva firmato un accordo quadro con i sindacati finalizzato al trasferimento della produzione di lavatrici in Italia, prevedendo zero esuberi nel 2021. Accordo tra l’altro festeggiato da Luigi Di Maio, che lo aveva definito “un cambio di passo per l’Italia” poiché in seguito alla lotta alle delocalizzazioni “sta succedendo qualcosa che va oltre: stiamo riportando lavoro in Italia”. Ecco, al contrario di quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo Economico sta succedendo esattamente il contrario: in Italia il lavoro non si trova e quando c’è si rischia di perderlo.


“Solo a ottobre scorso, con un accordo quadro sottoscritto in sede ministeriale, quindi con l’impegno anche del ministro Di Maio, Whirlpool aveva dato garanzie di investimenti e salvaguardia dell’occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo”, hanno precisato i sindacati, giudicando “inaccettabile” che “gli impegni presi vengano disattesi in questo modo, a ogni cambio di management”. Il 4 giugno è stato convocato l’incontro delle sigle sindacali con Di Maio, presso il ministero dello Sviluppo Economico. Intanto però il tempo passa e le nubi si addensano sul futuro dei lavoratori partenopei di Whirlpool.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Se qualcuno rilevasse lo stabilimento Whirlpool di Napoli e continua a produrre elettrodomestici non sarebbe affatto una brutta notizia. Il problema è che un acquirente sembra non ci sia.

  2. Il problema è questo maledetto turbocapitalismo che servendosi del veicolo globalizzatore ha reso insostenibilmente costosa la produzione in occidente.
    Per fare un esempio,comparndo una macchina da caffè di una nota marca italiana,la mia delusione è stata nel leggere la dicitura ‘made in Indonesia”.
    La cosa più triste è un altra mazzata per il sud e mi tocca da vicino visto che sono partenopeo.

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