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Il progresso tecnologico ha rivoluzionato il nostro modo di vivere. Tante operazioni quotidiane che 20 anni fa richiedevano un certo sforzo per essere compiute, adesso possono essere eseguite in pochi secondi. Si pensi alla possibilità di pagare una bolletta dal proprio online banking, oppure di ottenere una qualsiasi informazione su Internet attraverso un motore di ricerca.

Tra i vari campi in cui la tecnologia ha apportato miglioramenti considerevoli nella vita dell’uomo, una menzione di riguardo va fatta per il mondo degli investimenti in borsa.

L’affermarsi di internet ha favorito il proliferarsi del trading online. La diffusione degli smartphone ha invece permesso agli investitori di investire dal proprio cellulare, con estrema facilità e ovunque essi si trovino.

Il continuo evolversi del contesto finanziario ha fatto si che anche le abitudini di trading si mutassero nel tempo. Rispetto al passato adesso è più semplice accedere alle borse grazie all’affermarsi dei broker online. Si possono acquistare strumenti finanziari in pochi click e in una frazione di secondo.

A proposito di strumenti finanziari, quali sono quelli più popolari oggi in Italia?

Se guardiamo indietro di 20 anni, gli investitori italiani negoziavano essenzialmente azioni, obbligazioni e fondi di investimento. Ma adesso lo scenario è ben diverso.

Secondo gli esperti di finanza di QualeBroker.com negli anni abbiamo assistito ad un graduale passaggio al trading di strumenti finanziari più liquidi e volatili. Le obbligazioni hanno perso pian piano il loro tradizionale appeal, lasciando spazio ad asset di nuova generazione come gli ETF e i CFD.

Se diamo un’occhiata alle statistiche annuali rilasciate da Assosim, vedremo che le azioni mantengono anche nel 2019 il loro status di strumento finanziario più negoziato su Borsa Italiana. In costante crescita sono anche gli ETF, i quali guadagnano terreno a discapito dei tradizionali Fondi di Investimento.

Gli ETF sono anch’essi dei fondi di investimento, ma si differenziano per la loro gestione passiva e per il fatto che si comprano e vendono sulle borse, così come avviene per le azioni. La loro facilità di essere negoziati e i bassi costi di gestione derivanti dalla gestione passiva li rendono uno degli strumenti finanziari in più rapida crescita in Italia.

Dopo azioni e ETF, nella classifica degli strumenti finanziari più popolari in Italia troviamo i CFD. Questi sono strumenti finanziari derivati che l’industria del trading online promuove ampiamente sulle piattaforme di trading. I CFD (contract for difference) consistono in un contratto stipulato tra il broker online e il trader. In tale contratto si scambia la differenza di prezzo di un determinato sottostante dal momento in cui si apre la posizione a quello in cui si chiude.

I CFD possono avere come sottostante molteplici asset. Troveremo i CFD sulle materie prime, sulle valute (Forex), sugli Indici, sulle azioni/ETF, sulle criptovalute. L’aspetto positivo dei CFD è che permettono di speculare sulle variazioni di prezzo di qualunque asset, senza dover necessariamente acquistare fisicamente il sottostante. Un altro vantaggio dei CFD è quello di poter essere negoziati con la leva finanziaria, permettendoci di avere un’esposizione maggiore rispetto al capitale investito. Ma attenzione perché l’utilizzo della leva è consigliabile soltanto ai traders esperti.

Tra gli aspetti negativi dei CFD c’è sicuramente da considerare la presenza di costi overnight. In pratica se manteniamo una posizione aperta in CFD pagheremo una fee giornaliera al broker (rollover fee). I CFD inoltre non sono strumenti quotati su mercati regolamentati e questo può far storcere il naso da un punto di vista della trasparenza e della sicurezza.

Al quarto posto della nostra classifica di strumenti finanziari più negoziati in Italia troveremo le obbligazioni. Seppur – come già detto – questi strumenti stanno gradualmente perdendo il loro fascino, essi continuano ad essere utilizzati dagli investitori più prudenti.

Secondo i dati Assosim, nel 2019 sul MOT di Borsa Italiana si sono registrati controvalori totali per un valore di 400 miliardi di euro e un numero di operazioni pari a 8 milioni circa.

C’è da dire che le obbligazioni sono sempre meno negoziate anche a causa dello scenario dei tassi negativi in Europa. Tassi negativi che rendono molte cedole obbligazionarie prossime allo zero e quindi poco appetibili agli investitori.

Quali sono i fattori da considerare quando scegliamo uno strumento finanziario?

Se abbiamo deciso di fare trading online ma stiamo ancora valutando su quali strumenti investire, ci sono alcuni fattori da considerare per scegliere l’asset giusto. Ecco i tre più importanti:

  1. Volatilità: questo parametro indica la variazione percentuale dei prezzi in un arco temporale. Ricorda che più è alta la volatilità, maggiori sono le oscillazioni di prezzo e quindi il rischio dello strumento. Se sei un investitore avverso al rischio dovrai indirizzarti verso strumenti a bassa volatilità.
  2. Liquidità: la liquidità di uno strumento sta ad indicare la facilità attraverso cui saremo in grado di acquistare e vendere lo strumento. In altre parole, tanto più facile sarà trovare controparti disposte a negoziare lo strumento quanto più liquido sarà questo.
  3. Costi di transazione: i costi per negoziare uno strumento possono avere un impatto decisivo sulla nostra redditività. Potremmo infatti fare un’operazione profittevole ma, a conti fatti, potremmo vedere che i costi delle commissioni e di gestione dello strumento hanno eroso tutti i profitti. A tal riguardo occorre dunque scegliere un broker che offra basse commissioni e verificare quali sono i costi di gestione di uno strumento finanziario.

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