Il Primato Nazionale mensile in edicola

Una delle parole più usate, di quelle legate all’emergenza, è “riaperture”; riaperture di parchi, cinema, ristoranti. Riaperture di parrucchieri, teatri e sale da gioco. Luoghi quotidiani che davamo per scontati e le informazioni riguardo la loro riapertura sono tra gli argomenti di maggiore attualità. Perché non è ancora tornato il tempo della movida, dei party e tantomeno dei giochi, anche lo svago va affrontato con precauzione.

Pensiamo ora per un attimo alle sale che ospitano slot e macchinette: questi spazi si possono interpretare come “extraluoghi”. Ci sono cartelli che delimitano le aree di gioco. Quelli che invitano i non giocatori a non sostare nelle aree in cui si gioca per non disturbare (che tra l’altro non sono affatto imposti dalla legge). Fino a prima del lockdown l’atteggiamento dei frequentatori di macchinette era quello di chi esce di casa e va a trascorre alcune ore in compagnia della macchinetta, come il provetto runner che esce al calar del sole con il contachilometri in tasca.

Oggi, date le nuove norme di sicurezza e il distanziamento sociale, abitudini, modalità e stili di vita, non tutti ma molti atteggiamenti del passato andranno radicalmente rivisitati e riadattati. Certo lo svago non è una priorità, ma può essere contemplato tra le esigenze. Esigenze che richiedono dei luoghi, oppure degli extraluoghi.

Un’interessante rapporto intitolato Un’etnografia del gioco d’azzardo”, redatto dal professor Filippo Lenzi Grillini spiega più approfonditamente cosa intendiamo utilizzando il termine “extraluogo” nell’ambito del gioco.

Stando sul tema quindi, un altro extraluogo definito virtuale e che di fatto lo rappresenta è la rete. Vuoi per la diffusione e quindi l’uso sempre maggiore degli smartphone, e vuoi pure per la situazione contingente, oggi il gambling, che in rete già nel nel 2014 aveva toccato vette di crescita pari addirittura del 45%, continua la sua salita. Giochi di carte, giochi come il poker, roulette, slot digitali e molte altre offerte sono raggiungibili on line dal cellulare.

Extraluogo anche questo sì, perché fisicamente si sta o si può andare a giocare ovunque.

Concludendo, gli extraluoghi affondano le proprie radici in un consumo perfettamente integrato nella natura umana la quale autonomamente ridefinisce e trasborda i propri spazi di bisogno, di sfogo e di piacere, e lo fa in continuazione, come ad esempio sta accadendo oggi: passando dal quello tangibile a quello evanescente del digitale.

Insomma, l’uomo si adatta sempre. E domani, dove si andrà a giocare? Che extraluogo ci riserva il post emergenza? 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta