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Non c’è dubbio che la crisi del Covid-19 abbia ancora di più aumentato il ricorso a Internet e ai suoi servizi, anche in settori che non l’avevano ancora penetrato completamente. Non ha certo fatto eccezione il gioco online, che aveva già i suoi fedelissimi ma che certamente ha ricevuto un’ulteriore spinta.

L’allentamento delle misure per la prevenzione del Coronavirus, che peraltro non ha fatto venire meno la richiesta di distanziamento sociale, non ha in ogni caso di certo invertito il trend in tutto il mondo. Gli stessi storici casinò della città del gioco per eccellenza, Las Vegas, sono stati colpiti da questa tendenza. Se da una parte è vero che in particolare nel periodo di lockdown c’è stato un complessivo netto calo nel settore delle scommesse sportive, molti operatori possono vantare una crescita importante in settori come quello dei giochi da casinò e dei giochi da tavolo. Tra questi, ovviamente il poker. 

La crescita del volume di affari e del traffico

Alcuni operatori hanno dichiarato un volume d’affari addirittura triplicato nel primo semestre 2020. Anche coloro ai quali non è andata così bene, vantano comunque un aumento dei profitti considerevole, legato ovviamente non solo alla chiusura per molti mesi delle sale da gioco tradizionali, ma anche al lungo tempo trascorso in caso che ha evidentemente fatto indirizzare anche nel settore del gioco online.

Ma anche i dati sul traffico online e di ricerca, e in particolare i Google Trends mostrano il numero di ricerche su chiavi legate al gioco in crescita vertiginosa durante la pandemia del Covid-19. Ad esempio, il termine “poker online” , ha quasi quadruplicato le ricerche, e quelle per “recensioni di casinò online” sono cresciute di dieci volte. Insomma, crescite costanti che hanno a volte causato nelle differenti nazioni risposte legislativi o fenomeni di gioco compulsivo. Ad esempio, il Ministro della Sanità e degli Affari Sociali Ardalan Shekarabi ha proposto un limite di deposito settimanale obbligatorio di SEK 5,000 (400 euro circa) e di soli 10 euro per le offerte bonus. 

Gli interventi di alcuni Stati europei sul gioco online

La Lettonia è stata la più severa di tutti i paesi, optando per vietare completamente il gioco d’azzardo online. La misura faceva parte di un disegno di legge inizialmente ambiguo che spingeva l’autorità di regolamentazione del paese a ottenere una consulenza legale prima di pronunciarsi sulla decisione che tutte le operazioni online devono cessare mentre il paese è in stato di emergenza. Ciò ha portato a una protesta da parte di operatori locali come Enlabs, che sostengono che l’arresto spingerà i giocatori a siti senza licenza, mettendoli a un rischio molto maggiore di danni.

Il parlamento portoghese, nel frattempo, ha approvato un disegno di legge  chiedendo che il governo intraprenda una sorta di azione per limitare il gioco d’azzardo online durante la pandemia. In Spagna, sono state messe in atto severe misure pubblicitarie – parte di una revisione delle normative di marketing previste prima che il virus colpisse – al fine di limitare la pubblicità del gioco d’azzardo durante la pandemia. I bonus sono vietati e gli operatori si limitano alla pubblicità tra le 1:00 e le 5 del mattino.

Giocatori e operatori in Italia, al contrario, sono stati più fortunati perché la crisi pandemica non ha comportato limitazioni specifiche al gioco online. Del resto, già l’anno scorso si era intervenuti sulla regolamentazione del gioco e della pubblicità, e in questo caso non si è ritenuto fossero necessari interventi ulteriori.

 

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