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Cagliari, 7 ott – All’interno della manifestazione “Panorama d’Italia” organizzata il primo ottobre dall’omonima rivista, il presidente della Regione Sardegna è stato contestato da alcuni spettatori mentre esponeva le proprie riflessioni sul tema delle migrazioni (da e verso la Sardegna). Gli applausi che il pubblico ha tributato ai contestatori hanno infiammato il clima fino ad allora pacato ma teso. L’argomento, scivoloso per il governatore di un’isola che ogni anno vede emigrare migliaia di autoctoni in cerca di fortuna, è stato uno dei più cari al pubblico che lo ha sottoposto ripetutamente all’attenzione di Pigliaru procurandogli non poco imbarazzo.

Entrato nel pallone, il Presidente ha esposto cifre a dir poco minimizzatrici ma non è la prima volta   che ci siamo presi la briga di verificare e rettificare nel video, dato che lui stesso ha tirato in ballo il principio della “politica della verità”.

Nel corso della conferenza il Governatore è arrivato ad ammettere, come se nulla fosse, che sul problema dell’emigrazione dei giovani “non abbiamo ancora capito come fare in Sardegna” e in un ulteriore slancio di autolesionismo ha dichiarato apertamente che i lavori assegnati agli immigrati (tramite SPRAR) saranno quelli che i giovani sardi emigrati non vogliono più fare nella propria terra. Decisamente non il modo migliore per placare le critiche che, con lo sbarco di alti 1258 africani avvenuto ieri mattina a Cagliari (nuovo record assoluto), hanno ripreso a tempestare il Governatore sardo.

https://youtu.be/Hp7kl4PgB4o

Vittorio Susinno

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2 Commenti

  1. Bisogna anche cambiare la mentalità e le percezione (e il sistema scolastico) per cui fare certi lavori è umiliante e che bisogna laurearsi a tutti i costi per avere una vita dignitosa. In questo modo, siamo pieni di laureati per i quali il mercato è saturo, e sono costretti ad andare all’estero, mentre nessuno vuole più fare l’artigiano (https://www.ilprimatonazionale.it/economia/addio-artigianato-45-anni-apprendisti-calati-oltre-40-51107/) e quei lavori muoiono – o magari li fanno gli immigrati.
    Al contempo bisogna fare in modo che l’immigrazione sia controllata, che entrino solo quelli che hanno le carte in regola e se ne abbiamo esigenza ed interesse, non viceversa, e che non sia consentito ai datori di lavoro di impiegarli a certe condizioni disumane alle quali, giustamente, gli italiani non si piegano, ma spesso gli immigrati, abituati a situazioni ben peggiori, sì, diventando quindi uno sfruttamento legalizzato.
    Queste sono regole di buon senso, che in paesi civili, quali l’Australia da cui scrive il sottoscritto, sono la normalità! Da noi invece sei razzista, xenofobo, nazista e chi più ne ha più ne metta…
    Se non cambia questa mentalità non andremo mai da nessuna parte!

  2. Sono d’accordo con la signora nel video e col commento di Filippo Tommaso, Ed aggiungerei anche che noi siamo governati da ipocriti buoni, e da un sistema Fallimentare, che ci induce a credere che il titolo di studio sia tutto, MA la verità è che col titolo, anche volendo fare un lavoro umile, NON si può, è che allo stato, gli frega SOLO di incamerare soldi, SPESSO RUBANDOLI, tipo Con gli studi di settore, che a loro volta inducono i Privati a SFRUTTARE il personale… CHE… SE.. Pagato pochissimo, MA coi voucher, va tutto bene, perché SI SA.. PAGANDO IL PIZZO, TUTTO DIVIENE LEGALE. MA SIAMO COSì BUONI E PIENI DI RISORSE, CHE… “ACCOGLIAMO”!!!! MA ACCOGLIAMO COSA????? ALTRA FAME E MISERIA???… UN PAESE DI LADRI, IGNORANTI, BUONISTI FALLITI, PARASSITI E SCIACALLI…. SIAMO ALLA FRUTTA!!!!!!!

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