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L’Aquila, 23 dic – E’ guerra tra il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio (FdI) e l’esecutivo giallofucsia. Oggetto della contesa, la legge regionale in difesa degli italiani onesti sull’assegnazione degli alloggi popolari: approvata lo scorso ottobre, si prefiggeva di introdurre maggiore equità e controllo più efficace e puntuale del rispetto dei requisiti di accesso alle graduatorie. Come? Abolendo le corsie preferenziali per gli immigrati e stabilendo, tra le altre cose, l’obbligo per gli stranieri di certificare il proprio patrimonio o il proprio reddito, al pari degli italiani.

Per gli immigrati? Basta la parola

Ebbene, il governo ha ritenuto discriminatoria l’estensione di detto obbligo anche ai cittadini stranieri. Quindi per i giallofucsia gli italiani “devono certificare e dimostrare carte alla mano la propria condizione, il proprio reddito e il proprio patrimonio, per poi essere pure sottoposti ai controlli di rito, mentre per gli stranieri vale la parola, quindi nessun documento che attesti la condizione, ma bisogna fidarsi esclusivamente delle loro dichiarazioni e della loro autocertificazione di essere poveri e di non avere proprietà in patria”, spiega il Presidente del Consiglio regionale Sospiri.  

Marsilio dichiara guerra al governo anti-italiano

Il governatore Marsilio ha annuncia le sue intenzioni con un post su Facebook: “Difenderemo questa legge di fronte alla Corte Costituzionale e con il sostegno dei tanti cittadini perbene che ci hanno chiesto regole nuove e più severe per ripristinare la legalità e il diritto nelle case popolari”. Lo sostiene anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Pazzesco. Il governo impugna la legge di buonsenso della Regione Abruzzo. Legge che dice stop alle corsie preferenziali per gli stranieri nell’assegnazione della case popolari. Perché la considera discriminante. Peccato – aggiunge la Meloni – che in realtà gli unici discriminati siano proprio gli italiani. Ma evidentemente questo governo di anti-italiani predilige il principio ‘prima gli stranieri’”, scrive anche lei su Facebook.

Niente alloggio a chi delinque

La legge regionale prevede inoltre la decadenza dell’assegnazione dell’alloggio per “chiunque non rispetti la Nazione, le sue istituzioni e i suoi emblemi”. Quindi niente casa a chi commette vilipendio della Repubblica delle istituzioni costituzionali e delle forze armate. L’assegnazione decade anche per chi commette “violenza domestica, mantenendo però il diritto di abitazione per i conviventi” vittime del famigliare aggressore. Stretta anche contro chi non manda a scuola i propri figli e riporta “denunce per inosservanza dell’obbligo scolastico per i minori”. Il beneficio salta anche per  “chi si macchia di reati di vario genere, tra cui quelli contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, l’ordine pubblico, il patrimonio e la persona” e per “chi si rende responsabile di allacci abusivi alle utenze domestiche”. 

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. … e c’è anche l’ antirazzismo strumentale! Perché di foresti proprietari diretti od indiretti di terreni all’ estero ce ne sono parecchi… Taluni hanno anche terreni che sono diventati edificabili e su cui ci guadagneranno bene… Per chi ha fatica ad alzare il c..o, fare un giretto vicino in Romania e oltre. Senza aereo per lidi aulici e bucolici! Alla maggioranza degli italiani è rimasto un loculo senza terra! Se va avanti così toccherà anche ai foresti ma per ora, parecchi son messi meglio. Abc di economia…

  2. Governo alla frutta. Stanno facendo il gioco di Salvini e Meloni. Sempre più isolati anche nelle regioni i gialofucsia pensano pure allo scioglimento del movimento. Finalmente un governo voluto dagli italiani sta arrivando.

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