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Da Lucano a Zingaretti, l’appello della sinistra sul Global Compact: “L’Italia firmi”

by Elena Sempione
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Roma, 19 dic – La sinistra italiana, tanto per rimarcare il suo sganciamento dalla realtà, torna a fare l’unica cosa che ancora le riesce: firmare appelli senza alcun effetto reale che, nella migliore delle ipotesi, suscitano un grande e fragoroso sbadiglio. L’ultimo in ordine di tempo è stato lanciato al Parlamento per indurlo a firmare il Global Compact, il patto Onu sull’immigrazione. Il testo dell’appello è stato sottoscritto dalla solita pletora di illustri sconosciuti «del mondo della cultura e della politica». Ma non manca qualche nome «pesante» dell’ampio fonte immigrazionista: dall’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, che sogna una società senza autoctoni, fino a Nicola Zingaretti (Pd), presidente della Regione Lazio.
«Il Global Compact – scrivono gli estensori dell’appello – è importante perché implica e suggerisce un cambio di prospettiva». L’idea di base è che «vi è un vantaggio complessivo per i Paesi che accolgono e integrano stranieri e immigrati, con diritti e doveri, nella propria civile convivenza». In sostanza «è sbagliato far credere, per becero tornaconto elettorale, che il Global Compact favorirebbe la deregolamentazione in materia di immigrazione. La lettera e lo spirito della bozza del testo indicano altro e la sua attuazione (molto sostenuta da Papa Francesco) aiuterebbe a combattere chi si approfitta del bisogno di migrare e a salvaguardare la vita di tante persone». E ancora: «La sua adozione può mettere le basi per arrivare a un governo più ordinato, regolare, sicuro delle migrazioni, contrastando trafficanti e criminali, ponendo regole chiare e giuste, assicurando sicurezza, rispondendo a legittime preoccupazioni e paure, garantendo dignità e diritti, favorendo processi di inclusione».
Di qui l’esortazione finale affinché «l’Italia non si ritiri, ma che anzi sostenga con convinzione e autorevolezza l’accordo in sede Onu». Aderire al Global Compact, infatti, «sarebbe fondamentale alternativa anche rispetto alla giusta richiesta di superare i Trattati di Dublino, osteggiati a parole ma poi colpevolmente lasciati intatti, specie da chi blatera di contrasto all’immigrazione incontrollata». Oltre a Lucano e Zingaretti, tra i firmatari figurano anche lo scrittore Gianrico Carofiglio, i sindaci di Parma, Bologna e Bergamo Federico Pizzarotti, Virginio Merola e Giorgio Gori, l’avvocato della famiglia Regeni Alessandra Ballerini, la presidente nazionale dell’Arci Francesca Chiavacci e Luigi Manconi, coordinatore dell’Unar.
Elena Sempione

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